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Ynis Afallach Tuath |
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| Il significato del mantenimento del Silenzio |
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| Venerdì, 30 Aprile 2010 - 10:03 - 340 Letture |
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Perchè agli iniziati veniva imposto di non svelare i Misteri?
Era solo un voto di segretezza?
Perchè mantenere il silenzio?
"...esiste un silenzio che è un elemento primordiale sul quale la parola scivola e si muove, come il cigno sull'acqua". Jean Guitton
Vi sono molti tipi di “Mantenimento del Silenzio”. Alcuni silenzi sono solo silenzi vuoti e sterili, altri sono tutto fuorché vuoti. Alcuni di questi sono silenzi di paura, di negazione, di “punizione”, di chiusura, altri ancora sono positivi ed altamente creativi. Ma qualsiasi sia la nostra interpretazione del silenzio, Luce Assoluta, Buio Profondo, Dolce Nostalgia quello a cui ci si riferisce è il tipo di silenzio che sorge spontaneamente quando cerchiamo il nostro “centro” e l’equilibrio nelle “cose”. E' quel silenzio propositivo che ci da le risposte quando con il cuore le cerchiamo; è quel senso di pace interiore dove nascono le ispirazioni, dove le preghiere e gli intenti prendono forma, dove non esiste solitudine, dove l’“invisibile” ha melodia e colore e noi entriamo in comunione con la nostra anima.
"..Il mistero si rivela a chi sa conservare il silenzio nel seno della parola.." Eschilo
Quando si decide di percorrere un Cammino, di comprenderne i Misteri, il silenzio assume un ruolo ben preciso. E’ possibile parlare del proprio Cammino, ma non e’ possibile svelarne i Misteri ad altri, poiché non si è in grado di descriverlo e “raccontarlo” con le parole. E una volta appreso, il Mistero diviene comunque inesprimibile con il linguaggio comune, esso risveglia un diverso “sentire” e quindi un diverso comunicare.
Il silenzio ci permette di ricevere, il silenzio ci permette di ascoltare.
Esistono diversi tipi di“Tradizione Silenziosa”. Per percorrere alcuni sentieri mistici, il silenzio è una scelta indispensabile per l’ascesa degli aspiranti iniziati. Basti pensare a certi frati o alle suore di clausura che fanno voto di silenzio. Essi si allontanano dal mondo, per dedicarsi alla contemplazione di Dio tramite la preghiera e la meditazione.
Un antico proverbio dice: "..A forza di tenere aperta la bocca, si sono chiuse le orecchie.."
Anche nelle discipline orientali, il silenzio interiore è di vitale importanza, la stessa meditazione Zen è la pratica religiosa del silenzio.
Esso, quindi, indica il necessario raccoglimento per comprendere i Misteri, l'essere concentrati nella cerca, nel proprio mondo interiore, prima per scendere dentro di sé e conoscere in profondità se stessi, poi anche per ascoltare la voce della Divinità che ci parla dal centro del nostro essere.
Significa restare concentrati sul proprio Compito per non deviare mai dalla propria Sacra Intenzione. Il Silenzio è fondamentale per saper ascoltare e, quindi, di conseguenza imparare.
"la magia inizia dove inizia il segreto"
"Delle antiche danze femminili", di Irina Naceo
Il mistero non è esprimibile a parole, esso muta quando lo si esprime, è come se la comprensione fosse relegata solo ed esclusivamente al piano emozionale, un piano nel quale la parola non è contemplata. Infatti ingabbiare in parole ciò che l'Anima conosce, limita l'esperienza misterica stessa, che in ogni caso non può venire spiegata.
Il gesto di portare il dito alle labbra, di Gwion nell' Hanes Taliesin, è l'immagine simbolica del mantenimento del silenzio, ed è un gesto carico non solo di significato, ma anche di energia magica, perché chi lo compie in modo consapevole traduce e trattiene in quel gesto la sua conoscenza luminosa.
Inoltre la parola appartiene solamente alla sfera umana, mentre l'esperienza dei Misteri coinvolge il reame oltre le Nebbie e per conoscere tali Misteri occorre andare oltre se stessi, oltre le proprie capacità semplicemente umane, e dimenticare per un momento ciò che si è nel qui e ora.
La comprensione del Mistero porta il Viandante su di un piano non umano, in una dimensione Oltre, luogo nel quale le emozioni sono le uniche cose esprimibili. E ovviamente non a parole.
Appare quindi chiaro come che chi parli molto di Misteri, chi dica di conoscerli abitualmente e di sperimentarli, chi pretenda di insegnarli e di raccontare a tutti la propria esperienza, in realtà non conosca nulla di tutto ciò.
La Conoscenza si inserisce all'interno del terreno di ciò che siamo. Possiede, quindi, modi diversi per raggiungere coloro che cercano, e segni diversi a seconda delle diverse possibilità di comprensione. I nostri corpi, tutti diversi, sono strumenti che ci accompagnano nella comprensione di un Cammino.
Non si può però dimenticare che la nostra volontà di "sintonizzarci" è indispensabile.
I misteri non sono comprensibili attendendo che scendano dal cielo. Per "sintonizzarsi", oltre alla volontà di ricerca serve il Silenzio.
Il Silenzio, forse, è una delle più grandi vittime della cultura moderna. La superficie del nostro pensiero è continuamente soggiogata dal potere delle immagini, oggi noi concediamo poco tempo al silenzio, mentre in realtà dovremmo capire come esso sia una delle principali soglie del mondo. Silenzio e ignoto sono i nostri compagni più intimi sul sentiero della Conoscenza e per raggiungere il silenzio interiore, dovremmo riuscire a creargli uno spazio e farlo lavorare per noi.
"Quanto più profonda è la conoscenza, tanto più essa è misteriosa e tanto meno è possibile esprimerla a parole" Edith Stein
Note: Articolo redatto da Euphorbia sulla base delle discussioni del gruppo di studio 'Sentieri di Avalon'.
Un particolare ringraziamento a Argante, Berkana, Dagmaar, Elys, Fairy, Ghianda, Kendra, Lelaina, Marin, Morgelyn, Sylesia, Violet
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