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Ynis Afallach Tuath

Mabon ap Modron
Giovedì, 23 Settembre 2010 - 09:50 - 1433 Letture
Divinità 'Mabon ap Modron' significa letteralmente 'Figlio della Madre', in realtà non rappresenta un nome, bensì un titolo. Sia Mabon che Modron incarnano degli archetipi presenti nella storia di molti popoli. L'archetipo di Mabon si ritrova in tutte le mitologie antiche, non solo in quella celtica, e lo scorrere del suo mito descrive lo stesso 'movimento' che alimenta il Ciclo di Guarigione di Avalon; il 'Cammino del Mabon' è il Cammino di ogni Viandante.

Mabon è identificato con il dio celtico Maponus, dio della giovinezza e delle cose meravigliose; rappresenta il dio cacciatore, un dio fanciullo della luce che, come il sole, viene sottratto e tenuto nascosto, tre giorni dopo la nascita, a Colei che lo genera. La sua storia richiama molti altri miti solari, nei quali il sole nuovo si tiene nascosto prima di palesarsi. Tra questi miti solari possiamo annoverare anche quello di Cristo, si parla sempre in sostanza di un giovane dio che per tre giorni giace nel ventre della terra prima di tornare a illuminare il mondo con la sua gloria, e che viene pianto unicamente da sua madre, colei che lo consegna al mondo dopo averlo generato. La vicenda di Mabon ricorda anche i Misteri Eleusini, che ci rimandano alla storia di Demetra e Persefone, a quel periodo dell'anno in cui la luce pareva venire inghiottita dal grembo della terra per poi rinascere nella stagione seguente.
Quindi, attraverso la figura di Mabon, andiamo ad analizzare il culto divino della gioventù.

I riferimenti alla sua storia sono rimasti solamente nel Culhwch e Olwen e nelle Trioedd Ynis Prydein, ma il modello che esso rappresenta lo possiamo scorgere in tutto il corpus mitologico celtico. Nei Mabinogion, ad esempio, lo ritroviamo nella storia di Pryderi, il giovane figlio di Rhiannon rapito ad appena tre giorni dalla nascita e poi riconsegnato alla Madre, la Grande Madre, da sempre simbolo di trasformazione.

“All'interno della tradizione britannica Mabon non è solo il grande prigioniero, ma è soprattutto il prigioniero immemorabile, colui che è stato perso, ma che alla fine viene ritrovato. ” (Mabon and the Guardian of Celtic Britain, C. Matthhews)

Mabon, quindi, è un dio fanciullo, ma non ci è dato sapere nulla della sua infanzia, egli rappresenta l'eterno prigioniero. Nel Culhwch e Olwen, però, viene descritto come l'unico uomo in grado di cacciare il cinghiale Trwyth assieme al cane Drudwyn, cavalcando il cavallo Gweddw. Come può avere acquistato queste prodigiose abilità se è sempre stato prigioniero?
Il tema del 'Fanciullo Prigioniero' rimane un profondo mistero e il suo ritrovamento e la sua liberazione corrono paralleli ai simbolismi che troviamo nella conquista della Sovranità.
La prigionia di Mabon rappresenta l'"infanzia rubata" comune a molti eroi mitologici, la sua ricerca e, quindi, liberazione esprimono un viaggio interiore attraverso il quale ogni Viandiante può passare dall'oscurità della propria prigione interiore alla consapevolezza di sé stessi e delle proprie capacità.
Rispecchiando perfettamente il 'tema di Mabon' lo stesso Artù viene portato via da Merlino subito dopo il parto e viene allevato lontano dalla madre, nell'oscurità dell'anonimato e potrà tornare solo quando sarà il suo momento. Nella stessa maniera Llew cresce lontano dalla Madre, imprigionato da geis, ostacoli, che non rappresentano una prigione fisica, ma una gabbia della propria Consapevolezza.

Il 'Fanciullo imprigionato' potrebbe rappresentare, quindi, lo spirito divino che è stato bloccato dentro noi stessi, e che abbisogna di un lungo Cammino alle Origini per essere ritrovato e liberato.
Nel racconto di Mabon solo il Salmone, che è il Guardiano del Cammino verso la Sorgente, ricorda ciò che era in origine. Solo il Salmone ricorda la strada per raggiungere la prigione di Mabon e quindi solo il Salmone conosce il percorso per raggiungere il Fanciullo Divino, il bambino spirituale che risiede in ognuno di noi. Per conquistarlo, anche noi come il Salmone, dovremmo risalire la corrente della vita, per ritornare alla Fonte primaria, all'origine dell'Essere.
Mabon deve essere ritrovato attraverso il percorso del salmone, liberato e ricondotto alla Madre, a Modron. Così noi, attraverso il Cammino alla Sorgente, liberiamo la nostra purezza e spontaneità tornando alla Madre in una comunione consapevole, ovvero una presa di consapevolezza di Lei e della nostra unione con Lei.

Il mistero di 'Mabon ap Modron' può essere percepito come uno di quei miti che agiscono come trasformatori sia a livello personale, che cosmico e che ci pone in relazione con i doni delle divinità a cui ci rivolgiamo; nello specifico, rappresenta una delle tante chiavi simboliche che hanno il potere di sbloccare le porte dell'ultraterreno, permettendoci così di andare in cerca del mistero e della Conoscenza. La storia di Mabon segue uno schema ben preciso, un tema universale, un'analisi mitologica della religione di tutti i paesi e di tutti i tempi. Il percorso fondamentale è quello che lo porta a diventare un grande eroe di profonda saggezza e audacia oppure al contrario un visionario, che in ogni caso deve cambiare l'ordine delle cose, portando nuova linfa alla terra, rovesciando così usanze che non sono più accettabili.
Prima della prova finale egli stesso avrà un rapporto con una vergine sconosciuta da cui originerà il prossimo Mabon nella nuova sequenza cosmica.
Accettando il suo destino, incontrerà tutti i suoi Geis e se il suo modello di vita è stato quello di un sovrano terreno o Pendragon, si presenterà poi al suo destino come Pen Annwfn, un tutore del mondo sotterraneo. Al contrario invece, se è stato un poeta-veggente, sarà un mentore ultraterreno delle future generazioni.
Sono misteri molto antichi che ci indicano la loro realtà ultraterrena e ogni personaggio interagisce continuamente con il suo animale totemico.La liberazione di Mabon avviene grazie all'utilizzo di Totem, tutori di un'epoca ben precisa, dove Mabon è imprigionato.
E' un modello che tra l'altro si intreccia con l'antica speranza della venuta di un Figlio del Destino, il cui compito è quello di liberare un popolo, pensiamo a Artù e al suo riposo, in attesa del suo ritorno, quando sarà giunto il tempo. Tutto questo avviene in un ciclo di triplice successione in cui i ruoli sono sempre essenzialmente questi:

Mabon - Pendragon - Pen Annwfn - Mabon

Quindi in realtà Mabon è ovunque e in nessun luogo.
Mabon resta per un tempo indefinito nell'Annwn, la sua prigione, e questo gli dona una giovinezza perenne, Egli ha sconfitto la morte fisica, il decadimento, la vecchiaia e si mostra come un dio fanciullo. Durante la sua ricerca nessuno, né uomo, né animale, può dire dov'è o se è ancora vivo e questo accade perchè "nessuno è così vecchio da poter ricordare". Quindi fondamentalmente risulta l'assenza di un tempo preciso, o meglio il concetto di un Mistero che si perde nella notte dei tempi. Si percepisce la leggenda celtica e pre-celtica del Paradiso, dove la Conoscenza è l'Immortalità. Un luogo dove gli animali hanno la comprensione, la memoria e la conoscenza e dove prima di loro ci sono stati solo alberi e rocce e dove il calcolo del tempo è solo un susseguirsi di generazioni in cui la conoscenza ottenuta è letta non solo su base evolutiva ma anche attraverso i segni lasciati sui nostri corpi.

La figura del Pendragon può essere analizzata come rappresentante unico dello spirito unito di un popolo; ruolo a cui si giunge in seguito a un'iniziazione ai Misteri nei quali si intersecano realtà quotidiana e mondo ultraterreno.
In lui si può ravisare un armonico eterno ritorno di un modello mitico che si manifesta attraverso una serie di tutori interiori il cui compito è quello di vigilare sulla vita ultraterrena del Paese e la cui durata può variare proprio perchè quando il loro compito termina troviamo già un successore designato.

Arriva dall'Aldilà per poi ritornarvi come Penn Annfwn; il giovane Mabon che dopo varie sfide diventa il nuovo Pendragon, attraverso un percorso che si snoda tra varie difficoltà e prove misteriche nelle quali un ruolo fondamentale è svolto dalle donne che controllano questo ciclo senza inizio nè fine.

"Mabon è Pendragon, lui che è figlio di Modron, figlia di Affallach, sovrano delle Isole Beate" (Mabon and the Guardian of Celtic Britain, C. Matthhews)

Anche il tema della Madre, segue un suo schema ben preciso.
Qualunque sia l'aspetto che la Madre assume, la sua triplicità rimane comunque un punto fermo all'interno del Ciclo. Modron rappresenta la madre di Mabon, Colei che dona la Sovranità al Pendragon e infine diventa la sposa ultraterrena dell'eroe che scende agli Inferi e sarà custode dei misteri ultraterreni.
Modron percorre tutti gli aspetti della Grande Madre che da Madre Iniziatica diventa Signora della Sovranità e infine Consorte Ultraterrena.
Ecco perchè Mabon "è la nascita che non è mai nata, e non sarà mai", i suoi nomi sono tanti, ma lui si riconosce in ogni caso, in un susseguirsi di eventi nei quali il padre terreno è considerato all'inizio della storia, e al quale subentra poi il padre spirituale, che ha un'influenza più formativa e che svolge le veci di padre adottivo o di nonno del bambino.
Invece le donne nel ruolo di Modron sono mediatrici tra il terreno e l'ultraterreno, conservando una loro precisa posizione tra i mondi.
C'è sempre un imminente Mabon e c'è sempre un tutore designato e forse è proprio questo il cuore del mistero e sta a noi scoprire la qualità della vita di Mabon ap Modron.

Nelle Trioedd Ynis Prydein apprendiamo che Modron è la figlia di un Re, Re Avallach. Modron è figlia di Avalon, ed è anche colei che si unisce ad Urien in prossimità del guado, generando con lui due figli, una bimba e un bimbo. La bimba è Morfudd, e il bimbo è Owain.
Nella Materia di Bretagna Modron diventa Morgana, sposa di Re Uriene e madre di Owain.

Modron è la chiave, ma è meglio dire una delle chiavi, che legano la mitologia gallese ad Avalon. Ella è la Madre primigenia, è l'archetipo stesso della Madre in quanto il suo nome ha proprio questo significato. Modron è la Signora di Avalon.
La storia di Mabon manifesta in sé l'archetipo del Fanciullo Eterno, la cui gioventù e forza sono polarizzate alla sconfitta della rigidità e dell'età. Rappresenta la battaglia che porta alla nascita di un nuovo Ciclo, che illumina tutti i prigionieri del pianeta dalla sterilità della tradizione esausta che li tiene legati. E' il fanciullo Divino che porta con sé la gioia e la luce dentro i nostri cuori, lasciandolo libero ci trasformiamo nel profondo: la sua liberazione equivale a liberare ciò che è racchiuso dentro di noi, e che spesso non percepiamo più.
Attraverso il mito noi siamo in grado di leggere l'ordine ritmico dell'esistenza, è una porta attraverso la quale riusciamo ad entrare in noi stessi, è un viaggio molto profondo alle sorgenti delle nostre vere origini e che una volta compiuto farà scaturire la luce che è in noi. La sua lezione e accettare il cambiamento e nello stesso tempo prepararci a qualcosa che non credevamo fosse per noi. E' viaggio un iniziatico, che ci mostra come tutto parta dalla Grande Madre e come per tornare a Lei si debba percorrere un Cammino che richiede giovinezza interiore. La sua liberazione significa ritrovare la giovinezza perduta, il fanciullo interiore che giace in ognuno di noi, la cui voce non riusciamo più ad ascoltare. Mabon è innocenza, integrità, gioia, stupore e potere, è la nostra saggezza, è tutto ciò che abbiamo perduto e dobbiamo ritrovare proprio perchè Mabon e Modron rappresentano simboli di cambiamento e di divenire in una sequenza nella quale è assente il classico concetto di tempo.
Simboleggiano un profondo processo di trasformazione interiore, tanto difficile da compiere quanto necessario.


Fonti:
Matthews C. (2002) Mabon and the Guardian of Celtic Britain. Ed. Inner Traditions
Telyndru J. (2005). Avalon Within: Inner Sovereignty and Personal Transformation Through the Avalonian Mysteries. BookSurge Publishing

Note: Articolo redatto da Euphorbia sulla base delle discussioni del gruppo di studio 'Sentieri di Avalon'.
Un particolare ringraziamento a Berkana, Fairy, Fabrizio, Argante, Euphorbia, Violet
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