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L'EMERSIONE E IL SUO ECO

E' tempo di emergere, di compiere la trasformazione e abbandonare tutto ciò che non è necessario.

 

Ynis Afallach Tuath

PARLA ARGANTE
Lunedì, 17 Febbraio 2025 - 10:56 - 37097 Letture
Avalon Io sono sempre stata sulla soglia sospesa tra due mondi. Da una parte il mondo di oggi, dall’altro il mondo dello spirito, del sacro. Qualcuno ha chiamato quel mondo Avalon, ma sono molti i nomi che gli sono stati dati.

Essere sulla soglia significa (...)

tenere in mano una lanterna e mostrare la soglia ai viandanti. Non significa lasciarli entrare o negare loro l’entrata o spingerli dentro a forza. Significa solo indicare una via e sta poi al singolo viandante scegliere se intraprendere quella via oppure no… ma un’altra cosa voglio dirvi.




Una volta che si intraprende quella via non si può pretendere di piegarla al proprio volere, non è così che funziona. Il cammino verso il sacro può essere declinato in molti modi ma ogni modo va rispettato. Non si può piegare alle nostre paure, siamo noi che dobbiamo curare le nostre paure e le nostre ombre per poter entrare ed andare oltre il velo. Una donna molto saggia descrisse le nebbie che circondano l’isola come nebbia di fuoco. Perché seguire il cammino non è esente dal dolore, perché riconoscere i propri limiti, le proprie mancanze, le proprie illusioni fa male. Ma non possiamo piegare Avalon e farla diventare ciò che non è solo per assecondare il nostro ego. Avalon non è un cammino per tutti: lo dissi molti anni fa e il tempo mi ha dato ragione.

Noi che siamo ancora sul cammino di Avalon sappiamo di essere in pochi, ma sappiamo anche quanto sia importante la luce che portiamo, perché non la portiamo per il nostro ego, non la portiamo per avere seguaci, non la portiamo per sentirci qualcosa di importante. Portiamo quella luce, con la lanterna perché il mondo ne ha bisogno. Perché le ombre sono sempre più alte, e sempre più pesanti.

L’umanità ha dimenticato il Sacro. Eppure c’è ancora qualcuno che ricorda, ci sono coscienze in tutto il mondo che si svegliano, che comprendono che bisogna riportare il senso del sacro nel mondo. Il mio messaggio è per coloro che sentono il richiamo dell’isola, dell’oltre. Per coloro che hanno capito che il Wyrd è stato distrutto e sfilacciato da tutta la separazione che c’è nel mondo, da tutto l’orrore che c’è nel mondo. E tutto ciò nasce dal fatto che nessuno si ricorda di ciò che è sacro. Noi siamo sacri, gli animali le piante, gli oceani… Tutto è sacro, nulla va violato, tutto va amato. Ascoltate, viandanti:
Il sacro non è un luogo da conquistare.
Non è una terra da piegare al proprio volere, né un rifugio per fuggire da ciò che è scomodo.

Il sacro è un fuoco che brucia, purifica, trasforma. È l’acqua che dissolve l’illusione, il vento che porta via il superfluo, la terra su cui poggiano i piedi di chi è pronto a ricordare.

Chi si avvicina alla Soglia non lo fa per trovare conforto, ma per trovare verità. E la verità non è gentile. Non è addomesticata. Non è fatta per accarezzare l’ego.
La verità è una lama affilata che separa l’illusione dal reale.
Chi la impugna deve essere pronto a vedere con occhi nuovi.

Il Wyrd è spezzato, ma può essere guarito. La luce di una sola lanterna non basta a dissipare le ombre, ma è sufficiente a mostrare il cammino.
E ora io vi dico questo:
Chi sente il richiamo, non esiti.
Chi sente il fuoco, non lo spenga.
Chi vede la Soglia, non distolga lo sguardo.

Perché il tempo della separazione sta finendo.
Perché la nebbia si solleverà.
E perché il sacro sta tornando.

Note: Testi e immagini di Argante.
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