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Ynis Afallach Tuath

BLODEUWEDD: analisi e parallelismi
Giovedì, 20 Marzo 2008 - 12:19 - 4578 Letture
I Mabinogion e altri testi gallesi La storia di Blodeuwedd viene narrata nel Quarto Ramo dei Mabinogion. Blodeuwedd significa letteralmente "viso di fiori" poichè si narra che fu creata da Math e Gwydion (l'equivalente celtico di Odino) dai boccioli di nove fiori, con l’unico scopo di divenire sposa di Llew, il quale, a causa di un incantesimo della madre Arianrhod, non poteva sposare nessuna donna umana.

Blodeuwedd quindi appare da subito come una creatura dell’Altromondo, una donna fatata dai magici poteri, come la Rhiannon di Pwyll. Essa rappresenta l'archetipo della Vergine Iniziatrice e della Sposa di Maggio, è Sovranità, la dea celtica della terra, e proprio per queste sue peculiarità, sposandola, Llew può diventare sovrano.
Ma Blodeuwedd lo tradisce e a causa di ciò Llew va incontro alla morte, da interpretare ovviamente come una rinascita iniziatica. Come punizione per il tradimento Blodeuwedd viene trasformata in civetta, l'animale ad essa associato (simbolo di conoscenza giacché riesce a vedere attraverso le tenebre). In alcuni dialetti gallesi la civetta ancora oggi è chiamata Blodeuwedd. Questa Dea è inoltre strettamente connessa alla primavera, alla Stazione dell’Emersione e al periodo che va da Imbolc a Beltaine. E’ la Vergine Cacciatrice, la ragazza indipendente alla ricerca della conoscenza e dell'affermazione di sé stessa. Il suo insegnamento è di non aver paura di mostrare la propria vera natura ed imparare ad affermare le proprie idee.
Le erbe alle quali Blodeuwedd viene associata sono i fiori dai quali è stata creata: bardana, regina dei prati, primula, fiore di fagiolo bianco, biancospino, ginestra, ippocastano, quercia. Il suo aspetto lunare è quello luna nuova e crescente, è una dea degli inizi, della creatività, della freschezza della gioventù, ma anche della saggezza e della conoscenza.

Quali sono i simboli e gli archetipi che compaiono nel mito?

Come Vergine Cacciatrice e Sovranità richiama alla mente la figura di Morgana, figura che permette ad Artù di regnare. Ma questa volta a tradire è Blodeuwedd, non il re.
Ella è stata creata apposta per permettere al Re di regnare e alla primavera di giungere: venne creata dai primi fiori e li richiama sulla terra. Una volta assolti questi compiti, si ribella e si sente libera. Infatti è Dea della primavera e più di ogni altra stagione in questo periodo la natura si libera dal freddo e dalle costrizioni dell'inverno.
Ma anche tradire e liberarsi fa parte dei suoi compiti: è Vergine Iniziatrice, e si sacrificherà per permettere a Llew di trasformarsi, completando così la sua iniziazione.

Il tradimento di Blodeuwedd non ricorda il tradimento di Ginevra? Morgana è sempre associata alla Sovranità ma nelle antiche leggende anche Ginevra lo era, non si parla mai di lei, quasi disprezzandola come figura di minore interesse… ma questa figura è molto di più di quello che traspare. E non parliamo qui ovviamente della Ginevra romanzata dell'amor cortese.
Ginevra tradisce Artù poichè egli non si sta più comportando come sovrano legittimo.
E il tradimento spinge Artù verso il suo destino. Ma perché Ginevra è sterile?
E cosa significa il suo nome?

Bianco fantasma.

Come ad indicare legami con l'altromondo, o con i faerie, un po’ come Blodeuwedd che viene chiamata bianca sposa...

Tornando invece alla sua sterilità, essa si spiega tenendo conto che Ginevra incarna la Vergine... infatti il suo colore è il bianco (vedi il significato del nome) e ancora, continuando il parallelismo con Blodeuwedd, entrambe vengono date in spose al re di turno, ma poi concedono la sovranità a un altro, che in quel momento si dimostra più meritevole… e che è riuscito a far sbocciare l’amore in Blodeuwedd (o in Ginevra). Amore che crea il Movimento e la lotta fra i due contendenti, che vanno a rappresentare i due Re dell'Anno.
Proprio a tal riguardo sorgono spontanee alcune osservazioni:

Nei Mabinogion è chiarissimo il simbolo solare di Llew e quello freddo e misterioso (oserei quindi dire invernale) di Goronwy. Blodeuwedd sceglie quindi l'inverno.
Nelle vicende di Artù invece è Artù stesso che rappresenterebbe il Re Inverno, come re maturo e portatore di pace, mentre Lancillotto rappresenterebbe il Re d'Estate, bello, giovane, miglior cavaliere, prode ecc… tutte caratteristiche dell'uomo che fa innamorare. E Ginevra lo sceglie nel suo cuore.
Nei miti celtici la Dea sceglie il Re dell'Estate (ovvero il più giovane e brillante Mabon) a Beltane e si ritira con il Re dell'Inverno, Cernunnos nel periodo freddo, dopo la morte di Mabon. E questo coincide perfettamente con la storia di Artù, in cui Ginevra sceglie Lancillotto piuttosto che Artù.
Ma allora perchè Blodeuwedd sceglie l'inverno? Non rappresenta anche lei la Dea del Triangolo? Colei che dà vita al cambiamento e al movimento?
Avrebbe dovuto scegliere il sole allora...
In verità Blodeuwedd non sceglie l'inverno, ma solo la libertà, solo l'indipendenza, la voglia di essere sé stessa. E' una DEA e in lei si fondono i due princìpi. Ella sceglie tra estate e inverno, ma in lei sono presenti entrambe le polarità. La sua scelta non è che la Terza Forza che permette alla stasi di creare movimento e quindi vita.
Il primo e più importante insegnamento di questa Dea è proprio la libertà di scelta, che a lei venne negata, e la riappropriazione del sé. Prendere la decisione è il centro dell'insegnamento, non la decisione stessa....

Altro elemento da spiegare è il TRADIMENTO, che avviene sia con Blodeuwedd che con Ginevra.
Dovremmo dire piuttosto ‘ presunto tradimento’, dal momento che in realtà esso ha un ben più profondo significato: sia per Artù che per Llew il tradimento comporta l'iniziazione o la re iniziazione: Llew è stato iniziato dapprima dalla madre Arianrhod (anche lei in realtà vergine e non desiderosa di avere figli) e, successivamente, viene iniziato ai misteri di morte/rinascita da Blodeuwedd. Sotto l'albero sul quale è appollaiato in forma di aquila troviamo la bianca scrofa, Ceridwen! Così nel mito del Mabinogion la Triplice Dea appare scomposta in tre figure: la madre Arianrhod, la vergine Blodeuwedd, la crona Ceridwen. Allo stesso modo Artù è iniziato da Morgana e re-iniziato da Ginevra, colei che lo spinge verso il suo destino, la sposa di maggio, la meravigliosa fanciulla che già contiene in sé il seme della crona.
Non dimentichiamo inoltre che il mito giunto fino a noi è stato profondamente alterato dalla successive apposizioni della mentalità patriarcale: Blodeuwedd così tradisce ed è punita, è costretta a sposare contro volontà e viene creata a proprio piacimento da due uomini... nel mito originale Blodeuwedd probabilmente non era affatto una bambolina creata per soddisfare i desideri maschili, ma una fanciulla dell'Altromondo (ed ecco il richiamo alla nona onda citata da Taliesin...). La sua storia ricorderebbe quelle di molte fate dalla duplice natura: la sposa e l'iniziatrice, la rinascita e la morte, "viso di fiori" e "bianca scrofa". Alla fine, trasformandosi in civetta si rivela per ciò che è: colei che ci accompagna "aldilà".
Blodeuwedd è condannata a non morire mai, ma ad essere civetta per l'eternità.
Tradisce perché è LA TERRA e necessita di entrambi i sovrani, in altalenante vittoria….

Analizziamo ora la figura di Llew. Egli è il Leone dalla Mano Ferma e il suo nome è uno dei nomi di Lugh. Lugh ha una sua esistenza ciclica, e la sua stessa consorte Nàs lo tradiva con Cearmaid, e da lui ebbe tre figli. Lugh riuscì a trafiggere Cearmaig, ma il Dagda lo riportò in vita. Uno dei suoi tre figli decise comunque di vendicare l'affronto e uccise Lugh.
Ma perchè tutto ciò accade?
Per capirlo dobbiamo riuscire a cogliere la storia generica che sta alla base delle singole vicende: ovvero spersonalizzare Blodeuwedd, Lugh, Llew e i vari personaggi e tramutarli in generici concetti.
Da Kondratiev: Il Dio delle Tribù (Grown - Cearmaid) e il dio che, in forma alternante, è consorte della dea della terra (Blodeuwedd e Nas) sono rivali che si contendono il favore della dea.
Per assicurare il raccolto della terra, la dea terra deve temporaneamente stare dalla parte del dio della tribù (Grown, Cearmaid) invece che da quella del consorte che è suo compagno in questo periodo dell'anno. Se lei non lo tradisse egli non riuscirebbe a liberare il proprio spirito per rinascere". Stesso discorso vale per il triangolo Artù- Ginevra-Maelwas. Artù come Alto re è l'incarnazione del dio della tribu', e, come Llew, egli riesce sempre a riconquistare la dea terra (Ginevra, Blodeuwedd - la riconquista è diciamo compresa nella vendetta. B. viene trasformata in civetta, è vero, ma dobbiamo anche riflettere sul fatto che questi racconti sono la versione romanzata dei cicli naturali... Blodeuwedd è Nas, è Ginevra, è la Madre terra nel suo aspetto di fanciulla... non è solo il personaggio di un racconto. Il ristabilirsi di llew prevede la riconquista della fanciulla, anche se tramite la punizione. Questo è, come direbbe Graves, Il Tema Unico.
"Qualsiasi nome venga dato al dio della tribù, Lugh è l'archetipo di tutti i Maponos. Egli è l'eroe salvatore, colui che riporta il lieto fine, l'incarnazione di una nuova sintesi che trascende i problemi precedenti". Se pensiamo a questi miti come a personificazioni della vita agricolo-pastorale, non possiamo non pensare come siano importanti il fuoco e la luce di Lugh nel periodo invernale. Ma anche a come siano preoccupanti in piena estate, quando c'è necessità di frescura e acqua. Insomma una goccia di inverno per salvare il raccolto, così come a Imbolc v'è una goccia di estate per iniziare ad aver speranza. Sempre da Kondratiev: Varie tradizioni locali suggeriscono che il dio della terra era spesso rappresentato con una testa di pietra scolpita in cima ad una collina, probabilmente in molti casi una testa di Giano a due facce, a riflettere l'aspetto duale del dio che guarda simultaneamente verso le polarità giamos (inverno) e samos (estate) del ciclo annuale.


Tornando all’analisi della figura di Blodeuwdd, talvolta ci si chiede se, in quanto essere fatato, essa abbia un’anima o no, se sia pericolosa o meno…
Blodeuwedd viene descritta come un essere fatato, come nelle storie medioevali e rinascimentali sono descritti tutti gli esseri dell'altromondo: affascinanti ma pericolosi. Perchè pericolosi? La loro "mancanza di anima" è in realtà un non sottostare alle comuni regoli "morali" e consensualmente accettate del loro tempo. Superficialmente vengono descritti come moralmente corrotti o crudeli ma in realtà non è cattiveria quella che si cela nei loro gesti: è un non-conformismo considerato aberrante e pericoloso per lo status quo. Ma si tratta di esseri dell'altromondo che sottostanno a regole differenti da quelle dei comuni mortali, non dimentichiamolo. Così, tutte le divinità pagane non sostituite da quelle cristiane o patriarcali, soprattutto femminili, si sono ritrovate relegate nel ruolo di fate, folletti ecc… Una ricchissima miniera di informazioni quella della tradizione orale e della leggenda, se si riesce a scremare e leggere fra le righe. La storia di Blodeuwedd rimane quindi, comunque la si legga, una storia di auto-affermazione al di là di ogni pregiudizio morale.

Gli esseri dell'Altromondo non sono senza anima, anzi. Sono Anima e non testa perché hanno superato le barriere razionali e mentali e si sono resi specchio della loro anima... Veri specchi della Grande Madre, che è Natura, istinto, armonia e equilibrio, non regole, morale, pensiero, barriere umane razionali, ecc. Non hanno limiti, sono liberi e se costretti a sottomettersi alle regole della società prendono tutto come un gioco, come qualcosa che non ha importanza reale perché la realtà è oltre la realtà materiale.
Ciò che le persone "normali" vedono come realtà è solo illusione, mentre la vera realtà è quella che si sposa, sì, con la materia, ma che ha origine nell'immateriale... Ovvero nell'Altromondo. Inoltre l'uomo ha sempre rappresentato la ragione, la mente, la materia, mentre la donna ha sempre rappresentato i mondo del sogno, l'irrazionale, l'Altromondo e il cuore, pertanto è normale che anche nei Mabinogion, che comunque sono pervasi dalla magia e dal "sogno", si noti questa differenza sostanziale tra uomini e donne. Nell'ultimo Ramo poi questa differenza diventa molto più evidente, molto più contrastante, mentre in quelli precedenti rimaneva comunque il rispetto tra donne dell'Altromondo e uomini terrestri.
Ed è questa la leggerezza di Blodeuwedd…

È superficialità per gli uomini ma profonda libertà per lei.

E un simbolo, anche se oscurato, rimane sempre forte e potente per ciò che significa, per ciò che nasconde.


Note: Scritto e redatto da Argante sulla base degli studi compiuti nel Gruppo Sentieri di Avalon
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