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Ynis Afallach Tuath

BELTANE IN AVALON
Venerdì, 30 Aprile 2010 - 09:55 - 3398 Letture
Ciclo dell'Anno Beltane è la festa che segna l'inizio dell'estate. Essa, come si evince dal nome (dal gaelico irlandese Bealtaine o dal gaelico scozzese Bealtuinn; entrambi dall'antico irlandese Beletene, "fuoco luminoso"), viene festeggiata sotto la divina protezione del dio Belenos, lo splendente, il luminoso. "Bealtaine" è anche il nome del mese di maggio in irlandese ed è tradizionalmente il primo giorno di primavera in Irlanda.

Secondo alcuni è il giorno situato a metà fra l'equinozio di primavera ed il solstizio d'estate, astronomicamente il giorno corretto dovrebbe quindi essere circa il 5 maggio, anche se, convenzionalmente questa festa si situa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio.

In Avalon invece essa viene calcolata alla luna piena del mese nel quale il sole è nella costellazione del Toro. Associare una particolare fase della luna ad un particolare momento del sole fa parte del concetto, profondamente druidico, del 'ciclo metonico'. Il ciclo metonico dura 19 anni, ed è la durata approssimativa del corso di studi di un Viandante e anticamente di un aspirante druido. Ma cos'è il ciclo metonico? E' il numero di anni che serve per avere la stessa posizione di sole e luna, cioè, la luna nella stessa identica fase nello stesso giorno, e ciò accade solo ogni 19 anni.Sappiamo che anticamente non esistevano feste fisse, ma ogni festa veniva decisa in base a precisi calcoli legati all'astronomia o a eventi mobili come tutti quegli eventi legati alla vita agricolo pastorale dei celti.

Perché dunque Beltane viene collegata alla costellazione del Toro?

Nel Toro ci sono le Pleiadi, gruppo di stelle che ha suscitato un grande interesse in tutti i popoli antichi. Intorno al 2.550 a.C. diventarono astronomicamente importanti perché la loro levata eliaca cadeva all'equinozio di Primavera che per i popoli Mesopotamici segnava l'inizio dell'anno. I naviganti antichi nel primo millennio a.C. attendevano la loro apparizione nel cielo primaverile il 10 maggio per salpare dopo l'inverno e rientravano nei porti con la loro scomparsa autunnale l' 11 novembre, entrambe date estremamente vicine alle festività di Beltane e Samhain.

Quando i Celti celebravano la Festa di Beltane in cielo si ripresentavano visibili quindi alcune configurazioni stellari particolari.
All'alba poco prima del sorgere del sole, era possibile osservare le levate eliache di Aldebaran e di Castore, che percorrendo durante la giornata il loro cammino sulla sfera celeste sarebbero poi tramontate praticamente insieme al Sole.
La stella Aldebaran, come tutta la costellazione del Toro, era molto importante per la cultura celtica poiché, quando questa stella sorgeva insieme al Sole, come avveniva a Beltane, poco tempo prima era sorto anche il piccolo asterismo delle Pleiadi nella costellazione del Toro. Inoltre Aldebaran rappresenta la stella più luminosa della costellazione stessa, e quindi ovviamente gli eventi astronomici dovevano rivestire un ruolo fondamentale dal punto di vista agricolo permettendo così la corretta determinazione in anticipo delle date più favorevoli alla semina e al raccolto.

Oggi a causa della precessione degli equinozi, le Pleiadi cominciano a vedersi in prima serata verso nord-est circa a metà agosto, per poi giungere alla culminazione fra dicembre e gennaio.
Il Toro si trova in una delle zone più ricche e luminose del firmamento ed è sacro alle dee lunari, immagini del principio ricettivo femminile. Ecco quindi che questo periodo stagionale riunisce in sé la forza del fuoco come Sole crescente e la forza della Luna come utero cosmico che, inseminato dal dio solare, partorisce gli esseri viventi.

Infatti se l’Ariete è il seme dell'anno, il Toro ne è la matrice e porta la rugiada che ingravida il terreno. E' segno portatore di fecondità e il suo simbolo (le corna) sono segno di grande sacralità in ogni parte del mondo come ancora ci ricorda la Vacca Sacra dell'India.

Ma il glifo del Toro rappresenta anche l'involucro del seme, la coppa che attende e attira il raggio stimolante dell'impulso vitale, principio di ogni creazione.

Per i Celti la festa di Beltane quasi eguagliava Samhain per importanza, essi pensavano infatti che queste due ricorrenze creassero un passaggio tra SAMOS e GIAMOS, in una direzione e nell'altra.

Anche le cerimonie associate sono spesso parallele; sono entrambe feste che prevedono l'accensione di grandi fuochi, il contatto con l'Altromondo, la Caccia al Cinghiale cosmico e un'interazione tra le forme divine di Cernunnos e Maponos.
Anche se non viene specificatamente citata nel Calendario di Coligny, questa festa è un'osservanza molto antica per le popolazioni celtiche.
Con Beltane ci troviamo stabilmente nella modalità SAMOS, entrando così nella stagione dell'azione e dell'energia, che è raffigurata come Matrimonio Sacro, "il raggiungimento dell'età adulta del Maponos e il suo sposalizio con la Fanciulla dei Fiori, l'aspetto giovane e desiderabile della Dea-Terra" (a questo proposito ricordiamo Blodeuwedd, creata magicamente dai fiori per diventare la sposa di Lleu, che qui rappresenta il Maponos).

Il mese in cui cade Beltane è Giamonios (lo Sbocciare dei Germogli) che corrisponde alla luna del Falco, e in effetti vediamo una suddivisione tra il ciclo della Terra e del Sole dove vengono celebrati i Solstizi, gli Equinozi e le 4 Feste più importanti e un ciclo della Luna dove invece si prendono in considerazione le Lune piene del mese.

Nello sviluppare il loro calendario le popolazione celtiche dovettero infatti affrontare il problema pratico di soddisfare i vincoli relativi alla luna, visto che era stata scelta per scandire gli avvenimenti importanti, ma al contempo anche per avere un accordo con le stagioni, i periodi della semina e di raccolto e alle altre feste legate alle levate eliache delle stelle. Quindi si videro costretti a codificare nel calendario con sufficiente esattezza anche l'anno solare: sbagliare anche di un solo mese il tempo della semina poteva significare il disastro....ecco che per loro era fondamentale mantenere l'accordo con il Sole e rispettare nello stesso tempo le fasi lunari (ecco di nuovo l'importanza del ciclo metonico).

Quindi Beltane è una festa della luce, del sole, del cambiamento e del potere, che segna l'inizio dell'estate rappresentando così uno dei principali passaggi tra i mondi; è il tempo in cui gli animali venivano portati fuori dalle stalle per mangiare l'erba primaverile, in cui rimanevano aperti i cancelli del Mondo Ultraterreno e dove era considerato di buon auspicio andare alla ricerca dei doni del Sidhe, alzandosi la mattina presto.....
In ogni caso per i Celti era forte la tendenza a impostare "la loro vita religiosa e sociale in accordo con il cielo e per questo le feste di Imbolc, Beltane e Lughnasad erano regolate dalle levate elica che di alcune tra le stelle luminose visibile ad occhio nudo in cielo, stelle che non sono riportate sul calendario lunare a causa della loro mobilità".
Beltane è stata per molto tempo la festa sacerdotale per eccellenza.
L’atmosfera religiosalegata a questa festività la possiamo desumere da una citazione del Libro delle Conquiste nel quale, narrando il vagabondaggio di Partholon, primo occupante d’Irlanda, viene annotato:

“Raggiunse l’Irlanda di martedì, i
l diciassettesimo giorno della luna delle
calende di maggio[1]”.


Sempre riguardo alla datazione di Beltane riportiamo qui di seguito alcune citazioni:

“Per quanto riguarda i Tuatha Dé dannan,
dopo aver passato sette anni nel nord della Scozia,
vennero in Irlanda.
Dopo essere arrivati a terra, nel nord dell’isola il lunedì
di Beltane, bruciarono le loro navi[2].”

“Fecero uscire le loro navi e, dopo tre anni,
tre giorni e tre notti, arrivarono alla spiaggia
di Tracht Muga nell’Ulster, il lunedì della prima
settimana di maggio[3].”


L'eroe irlandese Cuchulainn ci confida:

"Perché da molto tempo queste sono le ripartizioni n
ell’anno: l’estate di Beltaine a Samain e l’inverno di
Samain a Beltaine:
…a Beltaine, cioè con il fuoco favorevole, con i due fuochi
i druidi facevano dei grandi incanti. Vi facevano passare
il bestiame (per proteggerlo) ogni anno dalle epidemie…”

Il passaggio che menziona i fuochi di Beltane, nel Glossaire di Cormac è identico:

“Belteine, fuoco di Bel, fuoco benefico, fuoco che i druidi
accendevano attraverso le loro magie o i loro grandi incanti;
e vi si portava il bestiame (per proteggerlo) ogni anno dalle
epidemie. Facevano passare il bestiame tra i fuochi[4].”


Senza che gli sia esclusivamente riservato, il rito del fuoco sembra essere elemento costitutivo ed essenziale della celebrazione di Beltane.

Risulta quindi chiaro che questa festa è l’esaltazione del fuoco, elemento druidico per eccellenza.

San Patrizio accese il suo fuoco “antidruidico” a Beltane, scelta piena di significato. Non dubitiamo che essa sia stata una festa sacerdotale e non c’è da stupirsi se, dopo la cristianizzazione, i trascrittori dell’epopea guerriera non abbiano detto granché cercando di minimizzarne la portata (probabilmente il fuoco di San Patrizio venne acceso sulla Collina di Slane, collina dalla quale si intravvede la Collina di Tara, ed era proprio a Tara che doveva essere acceso il primo fuoco, di qui la disgustosa provocazione di Patrizio).

In Irlanda dove il bestiame veniva usato come moneta ed era la prima ricchezza, preti nobili e plebei avevano ugualmente interesse alla sua prosperità, gli uni perché gliene offrivano, gli altri perché ci vivevano. Era quindi consuetudine preparare due grandi falò in mezzo ai quali si passava con il bestiame per allontanare il male e la sofferenza.

Ci poteva anche essere una spiegazione razionale a questa pratica dato che il calore poteva uccidere i batteri e i microbi accumulati sulla pelle degli animali nelle sporche stalle invernali, ma il significato principale era comunque quello di una purificazione rituale tramite il fuoco.

La gente danzava intorno ai falò con grandi salti: la danza del Cervo e la danza del Salmone Saltante ricordavano antiche danze di caccia e di pesca.
Le donne danzavano in cerchio su bastoni di legno in una frenetica danza di fertilità e i bastoni divennero poi manici di scopa mantenendo sempre la loro forma fallica e diventando poi la classica scopa della strega totalmente negativizzata dalla cristianizzazione.

Infatti Beltane era la festa della fertilità per eccellenza e le giovani coppie si appartavano con il favore dell’oscurità e con il consenso della comunità per accoppiarsi sotto lo sguardo benevolo di Madre Terra e del Grande Dio dei boschi.

Su questa notte vegliava la Grande Dea della Fecondità che dominava allo stesso tempo il destino dei semi e quello dei morti e perciò era la Dea della Morte in Vita: così come a Samhain si entrava in comunicazione con il mondo infero e con i defunti.

Lo studioso Mircea Eliade assimilò i semi ai morti che aspettano di tornare in vita sotto nuova forma e perciò si accostano ai viventi nei momenti in cui la tensione vitale raggiunge il culmine, ovvero nelle feste di fertilità quando sono evocate le forze generatrici della natura. I morti necessitano dell’esuberanza organica dei vivi così come i viventi necessitano dell’aiuto dei morti per far germinare i semi dei nuovi raccolti.

I bambini generati in queste notti erano bambini sacri e speciali, venivano adottati da tutta la comunità perché spesso non si sapeva chi fosse il padre visto che gli accoppiamenti potevano essere molteplici. I figli erano comunque una ricchezza e una benedizione anche se illegittimi.

Lo scrittore Rudyard Kipling scriverà nella sua poesia “A tree song”:

“Oh non dite al prete della nostra promessa,
che la chiamerebbe peccato
Ma noi siamo stati fuori tutta la notte"


In questi momenti le leggi della realtà ordinaria venivano sospese e anche i druidi trascendevano le classi sociali: l’unica differenza era che solo loro potevano fare sacrifici.
Altra tradizione era ed è tuttora l’Albero di Maggio, un palo piantato nelle piazze e adornato di nastri rossi e bianchi rappresentante l’Asse Cosmico, l’Axis Mundi che collega i tre regni cosmici (celeste, terreno e infero). Si danzava intorno al palo prendendo i nastri alle estremità e muovendosi in direzioni opposte, gli uomini in un senso e le donne in un altro a rappresentare la danza della vita che muovendosi in cerchi e spirali unisce gli opposti, la morte e la vita.

La festa era per gli agricoltori l’apertura della stagione del grande lavoro nei campi e, per la classe guerriera della stagione militare con, dall’epoca mitica di Partholon e dei Tuatha Dé Dannan fino a quella dei Fianna, il pieno utilizzo del diritto di casta, di guerra e di conquista.

E’ senza dubbio a Beltane, piuttosto che a Samhain, che i Galli, secondo Cesare, BG. VI, 16, bruciavano dei grandi manichini di vimini con rinchiusi all'interno criminali e prigionieri di guerra (pratica che molti studiosi moderni interpretano in modo completamente differente).

E’ ancora a Beltane che dopo il racconto di Lludd e Llevelys, i Galli sono sopraffatti da uno strano flagello di origine militare:

“Il secondo flagello, era un forte grido che si poteva udire ogni
notte del primo maggio all’interno di ogni focolare nell’isola di Bretagna;
attraversava il cuore degli umani e gli causava un tale spavento che gli
uomini perdevano il loro colore e le forze; le donne, i figli in grembo;
i ragazzi e le ragazze la ragione.
Animali, alberi, terra, acque, tutto rimaneva sterile”
(ed. Loth, 1913, II, p. 234; éd. Brynley F. Roberts, Dublin, 1975, p.3, riga 35-41).


Note: Articolo redatto da Elys sulla base delle ricerche svolte dal Gruppo di Studio Sentieri di Avalon.

[1] Ed. R.A.S. Macalister, III, p.4, par. 205
[2]La prima battaglia di Mag Tured, ed, J. Fraser, Eriu 8/1, p.18, par. 20. vedi Les Textes mythologiques irlandais
[3] History of Ireland, op. cit.
[4] Whitley Stokes, Three Irish Glossaries, p. 6

Bibliografia

Alfonso Cattabiani - Planetario
Kondratiev -Il tempo dei Celti
Adriano Gaspani-Silvia Cernuti - L'Astronomia dei Celti, stelle e misura del tempo tra i Druidi.
Roberto Fattore – Feste Pagane
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