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Ynis Afallach Tuath

Eostre, l'uovo, la lepre e il coniglio
Giovedì, 12 Marzo 2009 - 13:23 - 13765 Letture
Ciclo dell'Anno Ostara e alcune usanze pagane del periodo primaverile

Per cominciare a parlare della festa di Ostara, occorre collegarsi subito all'origine del nome della festività,
ovvero il nome dell'antica Dea anglosassone della primavera, Ostara, appunto, o anche Eostre.
Ammetto, però, che personalmente non sono riuscita a trovare molto materiale riguardante questa Dea, o almeno non sotto questo nome.
Ostara era una Dea che personificava l'alba; per questo motivo era associata alla primavera ed era considerata una Dea della fertilità.


Un'ultima precisazione

Se, per un autore come Graves, Freya e Frigg sono aspetti della stessa Dea, non per tutti gli autori è così chiaro. A favore di questa visione unitaria delle due, ci sarebbe il fatto che entrambe rappresenterebbero la "terra dal vasto grembo", per cui assolutamente "lussuriose", oltre che amate entrambe da Odino.
Secondo altri sarebbero state due Dee simili ma anche differenti, come potrebbero esserlo una madre con una figlia. Da questo punto di vista, Frigg sarebbe stata una Dea tranquilla e saggia, la "Bianca signora di Mezza Estate", tanto è vero che le era affidato in quanto "donatrice" (il significato del suo nome) il governo generale di Asgard, ornata di piume di falchi e falconi. Freya, invece, avrebbe rappresentato l'aspetto più irruente, combattivo ed irrazionale, tipico della giovinezza, e per questo sarebbe stata la Dea dell'amore e, quindi, della primavera.

L'uovo

-Derivazione del nome: dal latino ovu(m), dalla radice indeuropea awi, "uccello"
-Caratteristiche: E' il simbolo della vita in gestazione e della conoscenza perfetta; rappresenta il cosmo e il principio fecondatore che l'ha generato (Eros-Fanete)
-Tradizioni religiose e sapienziali in cui appare: Orfismo, pitagorismo, neoplatonismo, ebraismo, cristianesimo, cabala, ermetismo, alchimia, taoismo..
-Divinità e simboli correlati: Madre Terra, Eros-Fanete, Leda; Dio Padre; cosmo, vaso, utero, vita, athanor, notte, acqua, morte, luna, androgino, pietra filosofale (rebis), aquila, fenice, luce di Dio,mandorla, aureola.
Altro simbolo da sempre collegato alla primavera, l'uovo si ritrova in diverse mitologie. Questo perché è un qualcosa di collegato in modo immediato alla nascita, essendo portatore di nuova vita. E' per lo più bianco (il che lo rende simbolo di purezza e perfezione) ma è anche fragile (dovendo schiudersi facilmente) e ricorda una parte umana legata alla riproduzione, i testicoli maschili. Contiene in se due parti distinte (il tuorlo, giallo arancio che si collega al colore del sole, e l'albume, bianco o trasparente, più lunare) e questo ne fa un ottimo simbolo dell'unione primigenia delle divinità a cui ci si rifà, ad esempio, ancora oggi nella Wicca, come vedremo più avanti. L'idea di un uovo da cui nacque tutto si ritrova in tanti miti: in quello pelasgico, in quello orfico, ma anche nei miti polinesiani, giapponesi, peruviani, indiani, fenici, finnici e slavi, come possiamo vedere di seguito.

A) Il mito pelasgico della creazione [1]

All'inizio, Eurinome ("vagante in ampi spazi"), Dea di tutte le cose, emerse nuda dal Caos e non trovò nulla di solido per posarvi i piedi; così, ci racconta Graves, divise il cielo dal mare ed iniziò a danzare sulle onde. Danzando si diresse a Sud ed il vento che turbinava alle sue spalle le parve qualcosa di talmente nuovo che
ella decise di dare inizio alla creazione con lui. Afferrò questo Vento del Nord e gli diede una forma con le proprie mani, facendo apparire il serpente Ofione. La Dea danzava in modo sempre più selvaggio e così Ofione si accese di desiderio per lei, l'avvolse nelle sue spire e si accoppiò con lei. Poiché il vento del Nord era un vento fecondatore, Eurinome rimase incinta. Essa volò, a questo punto, sul mare sottoforma di colomba e a tempo debito depose l'Uovo Universale. Per ordine della Dea, Ofione si avvolse per 7 volte attorno all'uovo, fino a che non si schiuse. Nacquero così tutte le cose esistenti, figlie di Eurinome: sole, luna, pianeti, stelle, la terra ed i monti, i fiumi, gli alberi, le erbe e gli esseri viventi. A questo punto, Eurinome e Ofione si stabilirono sul Monte Olimpo, ma presto Ofione, vantandosi di aver creato l'Universo, irritò la Dea che lo colpì alla bocca con un calcio rompendogli tutti i denti e lo relegò nelle caverne sotterranee.
Successivamente, la Dea creò le sette potenze planetarie e mise a capo di ciascuna un Titano ed una Titanessa ( che qui non elenco poiché secondario ) e nacque, in Arcadia, il primo uomo, Pelasgo, che spiegò agli altri esseri umani come sopravvivere.

[1] In questo mito, dice Graves, si capisce che la donna dovesse avere molto potere sull'uomo; non vi erano Dèi o sacerdoti, ma solo una Dea e le sue sacerdotesse. Inoltre, siccome si credeva che le donne rimanessero incinte grazie al vento,mangiando fagioli o inghiottendo per errore un insetto la paternità non era importante. La successione era matrilineare e si credeva che i serpenti fossero incarnazioni dei morti. Eurinome era l'epiteto della Dea come rappresentazione della Luna. Il suo nome sumero era Iahu ("divina colomba") che poi passò come epiteto a Geova come Creatore. Fu infatti una colomba che Marduk tagliò in due simbolicamente nelle feste Babilonesi della Primavera, quando inaugurò il nuovo ordine del mondo. Mentre Ofione o Borea è il serpente Demiurgo che si ritrova anche nel mito ebraico ed egiziano; nell'arte arcaica mediterranea, la Dea è sempre raffigurata assieme al serpente; ricordiamo, come esempio, la Dea Minoica dei Serpenti.

B) Il mito orfico della creazione [2]

Secondo questo mito, la Notte dalle ali nere, una Dea molto potente e rispettata anche da Zeus, fu amata dal Vento e depose un uovo d'argento nel grembo dell'Oscurità; ed Eros (chiamato anche Fanete) nacque da quell'uovo e mise in moto l'Universo. Eros era un ermafrodito con ali d'oro e poiché aveva 4 teste di volta in volta ruggiva come un leone, muggiva come un toro, sibilava come un serpente o belava come un ariete. La Notte, che chiamò Eros con il nome di Ericepeo e di Fetonte Protogeno, visse con lui in una grotta ed assunse il triplice aspetto di Notte, Ordine e Giustizia. Dinanzi a quella grotta sedeva la madre Rea che batteva le mani su un bronzo per costringere gli uomini a prestare attenzione agli oracoli della dea. Eros creò la terra, il cielo, il sole, la luna; ma la triplice Dea imperò sull'Universo, finché il suo scettro passò nelle mani di Urano.

[2] Questo mito, molto simile a quello pelasgico, risente già, però, della tarda dottrina mistica dell'amore (Eros) e delle teorie legate al rapporto tra i due sessi (pensiamo al mito di Amore e Psiche, tipico anche dei Misteri di Iside e di Osiride). L'uovo argenteo della Notte indica la luna (l'argento era il metallo lunare).Graves ci spiega che, come Ericepeo ("colui che si nutre d'erica"), il Dio amore Fanete ("rivelatore") è una ronzante ape celeste, nata dalla Dea. L'alveare fu infatti preso come modello della repubblica ideale, in quanto convalidò il mito dell'Età dell'Oro, quando il miele stillava dagli alberi. Mentre il tamburo di Rea serviva a tenere lontani gli spiriti maligni ( come si faceva negli antichi misteri) e di impedire alle api di sciamare in modo disordinato. Come Fetonte Protogeno ("lucente primogenito") Eros è il Sole, che per gli Orfici era simbolo di luce spirituale e le sue 4 teste erano i 4 animali delle stagioni. Secondo Microbio, l'oracolo di Colofone identificò in Fanete il trascendente Dio Iao: Zeus (ariete-primavera), Elio (leone-estate), Ade (serpenteinverno), Dioniso (Toro-anno nuovo). Infine, come vediamo nell'ultima parte del mito, si parla del passaggio dal matriarcato ( il potere della Notte) al patriarcato ( il potere in mano ad Urano). e il corpo di Pangu crebbe incredibilmente, di 3 metri al giorno. Quando egli morì, si tramutò in molte cose ed il suo corpo diede vita a tutto ciò che esiste: vento, astri, stelle, fiumi, paludi, rocce, erba e piante, montagne ecc.

C) Il mito taoista

Secondo il taoismo, all'inizio del tempo il cielo e la terra erano fusi in un'unica massa indistinta, simile ad un uovo. All'interno di quest'uovo di gallina cosmico prese forma Pangu, che impiegò 18.000 anni per separare il cielo e la terra. Nel corso di questo processo, lo yang, che era leggero e puro, si alzò e divenne il cielo, mentre lo yin, pesante e oscuro, sprofondò formando la terra. Fra i due elementi, c'era Pangu (o P'An-Ku, Phan-ku), che era più concreto della terra e più saggio del cielo; Pangu subiva ben nove metamorfosi ogni giorno. Ogni giorno, il cielo si alzava di una spanna mentre la terra sprofondava allo stesso modo. Nei 18.000 anni successivi, il cielo divenne altissimo, la terra profonda

D) Un mito tratto dal Kalevala.

All'inizio del Kalevala, che raccoglie i canti del popolo finnico, si narra che Luonnotar, figlia dell'aria, stanca della solitudine, scese dalle regioni aeree per giungere sulla superficie delle acque. Un vento tempestoso che si sollevava da oriente ingrossò le onde e l'avvolse, fecondandola. Luonnotar andò fluttuando per 700 anni senza poter partorire. Finalmente, vide sopraggiungere un'anatra che cercava un luogo per fare il nido. La Dea, muovendosi, fece emergere dall'acqua un ginocchio: l'anatra vi costruì sopra il proprio nido, vi depose le uova e le covò. Durante la cova, riscaldò talmente tanto il ginocchio della Dea che quest'ultima sentì un forte bruciore e si scosse bruscamente. Le uova caddero in mare e si ruppero. Dalla loro parte inferiore prese forma la terra, mentre dalla parte superiore nacque la volta celeste. Il tuorlo creò il sole e l'albume la luna. I frammenti dei gusci schizzati divennero le stelle e quelli scuri le nuvole. La figlia dell'aria continuò a fluttuare nel mare ma dopo nove anni alzò il capo e completò la creazione. Grazie al movimento del suo corpo nacque tutto ciò che esiste sulla terra.
Anche molti eroi sembrano essere nati da un uovo. E' il caso di un antico re della Corea del Sud, ma anche di Castore e Polluce (nati dall'uovo di Leda, fecondata da Zeus sottoforma di cigno). Il fatto che dall'uovo nasca la vita, lo associa all'energia vitale e per questo ha sempre avuto una grande importanza nei riti di fertilità e nella magia curativa. Inoltre, venne usato anche come offerta tombale come viatico per l'Aldilà.
Anche il Sole e la Luna (principio maschile e femminile) vennero spesso associati a uova celesti d'oro o d'argento. E' paragonabile al seme, a ciò che darà qualcosa di nuovo; è simbolo di una totalità racchiusa in un guscio, rappresenta quindi la creazione predefinita sin dall'inizio (per cui può rappresentare anche l'unità del Divino che tutto contiene). Nel mondo cristiano è stato fatto spesso il paragone tra Gesù che risorge dalla tomba e il pulcino che esce dal guscio. Invece, in alchimia, l'uovo filosofale (che successivamente sarà la pietra filosofale) rappresenta la materia primordiale che porta in sé, anche se in modo latente, ogni tendenza alla maturazione; il tuorlo, inoltre,è collegato alla speranza dell'oro.
Quindi: è collegato alla nascita primaverile (fertilità)e alla resurrezione. Proprio in questo frangente, occorre dire che durante il Medioevo, nel periodo Pasquale, la tradizione voleva che si regalassero uova fresche alla servitù.
Addirittura, Re Edoardo I d'Inghilterra fece ricoprire 450 uova con una foglia d'oro che poi regalò ai membri della famiglia reale durante il giorno di Pasqua. L'uovo, simbolo pagano di rigenerazione, era offerto proprio durante l'equinozio di primavera, ad indicare l'inizio di un nuovo anno.
Anche nella magia popolare l'uovo trova un suo posto.
In alcuni riti, occorreva sotterrarlo; la loro fragilità era ritenuta molto importante, in questo caso, poiché le potenze nemiche dovevano guardarsi dal distruggerlo.
In Austria, esso aveva funzione apotropaica: un uovoì veniva deposto il giovedì prima di Pasqua, poi benedetto e sotterrato. Come protezione dal fulmine, l'uovo veniva gettato al di là del tetto della casa e sotterrato nel punto in cui cadeva.
L'uovo è collegato direttamente a diverse divinità come il Dio Indù Brahma; negli antichi Veda (testi sacri Indù) Egli non è menzionato con questo nome ma il creatore viene chiamato Hiranya-garbha (l'uovo d'oro) o Prajapati (signore delle creature); Prajapati, in seguito, divenne un titolo di Brahama. Vi sono diversi miti su questo Dio e uno di questi narra che venne alla luce dopo aver vissuto mille anni in un uovo cosmico. Dopo questo periodo, egli divise l'uovo in due parti con la sola forza del suo pensiero e con questi due gusci formò il cielo e la terra. Anche Osiride, il Dio fratello e consorte di Iside, è collegato all'uovo tanto è vero che uno dei suoi nomi è Osiride-Seb, ovvero Osiride collegato al primo dio della creazione che creò il mondo dall'Uovo Cosmico.

L'uovo cosmico secondo Graves

Nel libro "La Dea bianca", nel capitolo "Il capriolo nel folto", Graves cerca di analizzare il calendario celtico
Beth Luis Nion e le loro relative lettere. Ad un certo punto parla dell'Omega ("grande O") che, a suo parere, si collegherebbe con l'uovo cosmico dei misteri orfici che il Demiurgo divise in due per creare l'universo: l'Omega maiuscola (Ω), dice, rappresenterebbe l'uovo cosmico posto sull'incudine, mentre l'Omega minuscola (ω) lo mostrerebbe invece già aperto in due metà, proprio a livello grafico. Le due Omicron ("piccola O") maiuscola e minuscola (O o) mostrerebbero l'uovo dell'anno in attesa di schiudersi.
Il glain, l'uovo rosso del serpente di mare che figurava nei misteri druidici, secondo Graves poteva essere identificato con l'uovo cosmico degli orfici secondo i quali, come abbiamo visto, la creazione sarebbe stata dovuta all'accoppiamento tra la Grande Dea ed il serpente cosmico Ofione. Per questo, dice il nostro,
nella Grecia arcaica l'accoppiamento dei serpenti era uno spettacolo proibito. Chi vi assisteva veniva colpito dal "morbo femminile": avrebbe dovuto vivere come una donna per 7 anni. Effettivamente, ricorda l'autore, il Caduceo di Ermes (che aveva anche il ruolo di psicopompo) presentava due serpenti intrecciati, in accoppiamento, attorno ad un bastone. Quindi: la Dea deponeva l'uovo cosmico (che aveva il tutto in latenza) ma questo non poteva fare nulla finché non veniva diviso in due dal Demiurgo. Il Demiurgo era il Sole (Elio) con il quale gli Orfici identificavano Apollo, il che aveva un senso anche naturale, visto che è il caldo del sole a far schiudere le uova di serpente. E, continua Graves, il dischiudersi del mondo veniva celebrato con la festa primaverile del sole, cui nell'alfabeto arboreo è assegnata la lettera Omicron.
Poiché, continua, il gallo era per gli orfici l'uccello della resurrezione, sacro ad Esculapio,figlio di Apollo, nei misteri druidici le uova di gallina presero il posto di quelle di serpente e vennero colorate di rosso in onore del sole. Da qui sarebbero derivate le uova di Pasqua. Ma, continua, la piccola O non è la grande O, l'Omega, che invece dovrebbe essere considerata un'intensificazione di Alpha e quindi un simbolo della nascita della nascita.

L' uovo secondo Guénon

Nel testo "Simboli della scienza sacra", nel capitolo "Il cuore e l'Uovo del mondo", René Guénon parla dei rapporti tra il simbolo del cuore e quello dell'Uovo del Mondo.
Già, dice, la prima somiglianza si ritrova nella forma dei due, ma la somiglianza può anche andare oltre. L'autore dice che il fatto che l'omphalos e il betilo, entrambi simboli del centro, abbiano spesso una forma ovoidale (come l'Omphalos di Delfi) può essere una prova di questa relazione.
La prima cosa da osservare, ci spiega, è che l'"Uovo del mondo" è la figura non del "cosmo" nel suo stato di manifestazione completa, ma di ciò a partire da cui si effettuerà il suo sviluppo; e se questo sviluppo è
rappresentato come un'espansione che si compie in tutte le direzioni a partire dal suo punto di inizio, è evidente che questo punto coinciderà con il centro stesso.
Così, l'"Uovo del Mondo" è effettivamente "centrale" in rapporto al Cosmo. La figura biblica del Paradiso Terrestre, che sarebbe anche il "Centro del Mondo", è quella di una cinta circolare, che potrebbe essere considerata la sezione orizzontale di una forma ovoidale oppure sferica. E qui, dice l'autore, c'è una certa differenza tra la forma della sfera, che si estende ugualmente in tutti i sensi partendo dal centro –essendo quindi la forma primordiale- e l'uovo, leggermente allungato, il quale sarebbe uno stato che deriva da quello precedente, uno stato già differenziato in quanto presenta già una "polarizzazione" o "sdoppiamento del centro"; inoltre, questa polarizzazione avverrebbe nel momento in cui la sfera compie un movimento di rotazione intorno ad un asse determinato, poiché, a partire da questo momento, non tutte le direzioni dello spazio svolgono uniformemente la stessa funzione. E questo segna il passaggio da una fase all'altra del processo cosmogonico, simboleggiate, la prima dalla sfera, la seconda dall'uovo.
Detto questo, Guénon cerca di capire se e come ciò che è contenuto nell'Uovo del Mondo sia simile a ciò che è contenuto nel cuore e anche nella caverna, in quanto essa è l'equivalente del cuore, secondo lo scrittore.
Si tratta del "germe" spirituale che nella tradizione indù è designato come Hiranyagarbha, letteralmente "l'embrione d'oro"; questo "germe" è l'Avatara primordiale[avatara,nella religione Indù, significa "discesa" ed è l'incarnazione di un Dio in diverse forme; n.d.Xenia], il cui luogo di nascita, dice Guénon, sarebbe precisamente il cuore o la caverna. In molti testi l'Avatara viene però chiamato Agni,mentre viene detto che Brhama si rinchiude nell'Uovo del Mondo, chiamato per questa ragione Brhamanda, per nascervi come Hiranyagarbha; nonostante questo, secondo Guénon, diversi nomi designano semplicemente i diversi attributi divini, che sono per forza in relazione tra loro, quindi non sono entità separate.
Egli considera, poi, che essendo l'oro considerato come la "luce minerale" e il "sole dei metalli", la designazione stessa di Hiranyagarbha lo caratterizza effettivamente come un principio di natura ignea; e tale ragione si aggiunge alla sua posizione centrale per farlo assimilare simbolicamente al Sole che, dice, in tutte le tradizioni è una delle figure del "Cuore del mondo".
Inoltre, egli riporta l'analogia tra il Pinda, embrione sottile dell'essere individuale, e il Brahmanda o "Uovo del Mondo".
Questo Pinda sarebbe come il "germe" permanente e indistruttibile dell'essere e si può identificare con il nocciolo d'immortalità chiamato Luz nella tradizione ebraica.
Anche se il luz di solito non viene fatto corrispondere al cuore, se lo si lega al concetto di "seconda nascita" allora la sua localizzazione nel cuore è corretta. Egli dice che, di fatto, queste localizzazioni che possono essere collegate direttamente ai chakra, si riferiscono ad altrettante condizioni delle fasi di sviluppo spirituale dell'uomo.
Se il luz, nella colonna vertebrale, è nella fase di sonno, nel cuore è nella sua fase di germinazione, la seconda nascita. Nel terzo occhio è la perfezione dell'uomo che ritorna ad integrarsi nello "stato primordiale" ed infine, quando è nella corona della testa, è il passaggio verso gli stati sopra-individuali.
Un altro collegamento che troviamo in Guénon per l'uovo, è quello con la caverna iniziatica, nel capitolo: "La caverna e l'Uovo del Mondo". La caverna iniziatica, dice Guénon, è intesa come un'immagine del mondo ed in questo senso sarebbe collegata al simbolo del cuore, anzi: la caverna ne sarebbe il centro.
Questo potrebbe essere assimilabile, per cui, all'Uovo del Mondo che è centrale in rapporto al "cosmo" e contemporaneamente contiene in se', in latenza, tutto ciò che questo conterrà in modo manifesto.
Tutto, quindi, si trova nell'Uovo del mondo, in uno stato di avviluppamento, proprio come in una caverna,
un luogo nascosto e al riparo da tutto.
Le due metà in cui si dividerà l'Uovo del mondo diverranno il cielo e la terra; la stessa cosa accade nella caverna, il cui la volta è il cielo e il suolo la terra.
Secondo Guénon, però, occorre fare i conti con il simbolismo della caverna legato alle diverse rinascite a cui viene sottoposto l'iniziato ai Misteri.
Un conto, dice, è il simbolismo della caverna nella "seconda nascita" (iniziazione ai "piccoli misteri") e un conto è il suo simbolismo nella "terza nascita" (iniziazione ai "grandi misteri").
La "seconda nascita" o "rigenerazione psichica" si opera nel campo delle possibilità sottili dell'uomo, mentre la "terza nascita", effettuandosi più a livello spirituale che non psichico, è legato all'accesso a possibilità sopra-individuali.
Quindi: la prima è una "nascita nel cosmo" (alla quale, nell'ordine macrocosmico, per Guénon corrisponde la nascita dell'Avatara) e quindi, in questo caso, le rappresentazioni hanno come luogo l'interno della caverna.
L'altra, invece, è una "nascita fuori del cosmo" e a questa uscita dal cosmo dovrebbe corrispondere un'uscita dalla caverna visto che questa conterrebbe, in questo caso, soltanto le possibilità incluse nel cosmo, possibilità che l'iniziato dovrebbe ora superare; si deve andare oltre la "seconda nascita".
Quindi, in questo caso, la caverna sarebbe un sepolcro da cui ora l'iniziato deve uscire; la terza nascita è preceduta, chiaramente, da una "seconda morte" che non è più la morte al mondo profano, ma una morte "al cosmo" e "nel cosmo". Ecco che la "nascita extracosmica" diviene una "resurrezione". Perché essa possa avvenire, occorre che la pietra che chiude questo sepolcro venga spostata. D'altra parte, ci ricorda il nostro, quando ciò che era fuori dalla caverna rappresentava solo il mondo profano (o le tenebre esterne), la caverna appariva come un luogo illuminato dall'interno; però, nella terza nascita, la caverna diventa relativamente scura se paragonata a quel che sta sopra di lei, la sfera "extra- cosmica". Vista da questa prospettiva, la luce interna alla caverna era solo un riflesso di quella che filtrava nella sua volta, da sopra di lei.
A livello macrosmico, tale apertura corrisponderebbe, secondo l'autore, al Brama-randhra, cioè al punto di contatto dell'individualità con il "settimo raggio" del sole spirituale che si localizza nel chackra della corona (nella parte superiore della testa) che potrebbe essere collegato secondo lui all'apertura superiore dell'athanor ermetico (il nostro suppone che, a livello alchimistico, la terza nascita potrebbe essere intesa come una "sublimazione").
A questo proposito, continua Guénon, "l'uovo filosofico" che svolgerebbe il ruolo di Uovo del Mondo, è chiuso all'interno dell'athanor ma quest'ultimo può essere a sua volta assimilato al "cosmo" nella duplice applicazione macrocosmica e microcosmica.
Quindi, la caverna potrà essere assimilata sia all'"uovo filosofico" sia all'athanor a seconda che ci si riferisca a gradi di sviluppo spirituale diversi nel processo iniziatico.
E qui ci si può ricordare la storia della caverna narrata da Platone in cui si vedono solo ombre grazie ad una luce esterna, una luce "extra cosmica"; la liberazione dei prigionieri è una "venuta alla luce" in cui, ora, possono contemplare la realtà (di cui avevano percepito solo un riflesso),quella degli archetipi eterni.
Le due nascite sono due tappe di un percorso "assiale", dice l'autore, come assiale è il raggio solare che sale dai chakra della colonna vertebrale fino al chakra della corona, uscendo da noi verso l'alto, dando un'indicazione della via da seguire, verso l'innalzamento. Una direzione che ricorda l'Asse del mondo (un andamento ascendente che corrisponde allo zenith della caverna).

Alcune opere ed immagini in cui appare l'uovo

Credo che sia impossibile citare tutte le opere o le immagini in cui questo simbolo appaia.
Pensiamo che esso appare, in alcune versioni, anche nel Tarocco marsigliese della Papessa di cui abbiamo parlato nell'articolo ad essa dedicato. Per cui, si ritrova sia in ambiti più popolari che nell'arte colta, soprattutto nel rinascimento la cui pittura si basava spesso sulla Mandorla mistica che si collega direttamente all'uovo (pensiamo a Botticelli, Piero della Francesca ecc.).
Qualche esempio:
-Beato Angelico, Trasfigurazione di Cristo; 1441 circa, Firenze, San Marco. In questo dipinto, Cristo appare circondato da una mandorla-uovo di luce.
-L'uovo cosmico, miniatura dal Liber scivias di Ildegarda di Bingen, 1165 circa, Hessisches Landesbibliothek.
- Piero della Francesca, Madonna col bambino, santi, angeli e il duca Federico da Montefeltro,1475 circa; Milano, Pinacoteca di Brera. In questo bellissimo dipinto, la Madonna è ritratta seduta ieraticamente sotto una cupola a forma di conchiglia (simbolo collegato all'acqua, all'utero ecc.) da cui pende un uovo, simbolo di purezza e perfezione divina. Semplicemente meraviglioso.
- L'uovo filosofico, miniatura da Splendor Solis di Salomon Trismosin, XVI secolo, Londra, British Library. In questa immagine, il Rebis (l'androgino mistico dell'alchimia) tiene in una mano l'uovo, l'inizio della creazione.
- Giorgio De Chirico, Composizione metafisica, 1914, New York, Metropolitan Museum. La composizione rimanda a simboli legati alla vita e all'ignoto, all'enigmaticità dell'esistenza.

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Note: Di Xenia (Sarah Degli Spiriti)
[articolo tratto da Rivista Labrys anno I, n.1.,Ostara/Beltane 2006]

Bibliografia

• Robert Graves, La Dea bianca; ed.Adelphi (Azzate,1998 )
• Anthony S. Mercatante, Dizionario universale dei miti e delle leggende; (Farigliano, CN, 2003)
• Enciclopedia Mythica: www.pantheon.org
• James G. Frazer, Il ramo d'oro; Ed. Newton & Compton (Milano, 1999)
• Storia delle religioni. Mondo classico-Europa precristiana; a cura di Giovanni Filoramo. Collana La biblioteca di Repubblica (Torino, 2005)
• Atlante illustrato della mitologia del mondo, a cura di Angela Cerinotti; ed. Demetra (Prato, 2002)
• Robert Graves, I miti greci,volume I, edizione speciale per Il Giornale.
• René Guénon, Simboli della scienza sacra; ed. Adelphi (Milano, 2000)
• Losapevidell'arte, Simboli e allegorie, prima parte; ed. Electa-Gruppo Editoriale L'Espresso (Pomezia, Roma, 2004)
• Losapevidell'arte, La natura e i suoi simboli, seconda parte; Electa, Gruppo Editoriale L'Espresso (Pomezia, Roma, 2004)
• Dorothy Morrison, L'Arte della strega; ed. Armenia (Milano,2002)
• Phyllis Curott, L'arte della magia; Sonzogno Editore (Bergamo, 2002)
• Scott Cunningham, Wicca, ed. Armenia (Milano, 2001)
• Ed Fitch, Il libro segreto delle arti magiche.
• Starhawk, La danza a spirale; Macro Edizioni (Città di Castello, PG, 2002)
• Raymond Buckland, Il libro delle streghe; ed. Armenia (Milano, 2003)
• Janet e Stuart Farrar, A witches'Bible; Phoenix Publishing Inc. (1996, stampato negli USA)

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