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Ynis Afallach Tuath

-2- le iniziazioni di Gwion Bach e del Viandante secondo Il Cammino del Ramo d’Argento
Sabato, 01 Agosto 2009 - 17:30 - 4634 Letture
I Mabinogion e altri testi gallesi - seconda parte -
LE TRASFORMAZIONI: LA LEPRE E IL SEGUGIO


dal precedente articolo: La vicenda di Gwion è il percorso iniziatico che il Viandante compie per raggiungere la Conoscenza: i diversi animali nei quali si trasforma Gwion sono "gradini" che portano alla Consapevolezza, il prendersi cura del Calderone anche, e così pure il suo finale abbandono alle acque del fiume.
Il primo passo da compiere consiste nel comprendere chi siano i personaggi presenti nel racconto, o, per meglio dire, cosa rappresentino nella nostra psiche.
Questo lavoro ci ha portati a parlare di Afaggdu e di Creirwy, ci ha portati a vedere Gwion che rimesta il bollente Calderone con l’aiuto di Morda il Cieco, ci ha portati a parlare di Misteri Iniziatici e di Silenzio.


Il secondo passo ora consiste nel prendere in considerazione le trasformazioni di Gwion, una alla volta, per conoscere quelli che abbiamo chiamato “gradini” che portano alla Consapevolezza e che compongono il viaggio del Viandante, di colui o colei che voleva, nell’antichità, divenire un Saggio, un Druido. Questo percorso prevedeva la conoscenza e la sperimentazione degli elementi, in cui spirito e corpo vengono iniziati ai misteri dell'eterno. Tutti i Misteri legati alla formazione dei poeti sciamani, chiamiamoli così, erano strettamente connessi agli elementi e si riallacciano alla sperimentazione di diverse forme animali, appartenenti a tutti gli elementi.
Oltre a Gwion Bach possiamo anche pensare al profeta Tuan Mac Cairill, la cui storia è simile a quella del giovane apprendista: Tuan fu cervo, cinghiale nero, falco di mare e salmone di fiume, e infine rinacque uomo dopo essere stato mangiato da una donna. Un altro esempio è Fintan, che passò attraverso una serie di trasformazioni, tra cui quella in salmone.
John Matthews riporta un giuramento, ritenuto tra i più vincolanti e profondi, che concerne proprio tale materia:

“Possa la terra aprirsi ed inghiottirmi,
possa il cielo crollare su di me,
possa il mare sorgere e ricoprirmi,
possa il fuoco consumarmi,
se abiurerò”


Il druido doveva poter padroneggiare il fuoco e i venti, trarre ispirazione dall'acqua e riuscire a divinare 'entrando' nella terra, o, per essere più chiari, comprendendone il linguaggio e i segni.

Nel libro Nero di Carmarthen troviamo inoltre questo bellissimo poema di Taliesin sulla tematica che stiamo trattando, ossia quella dell’infrangere i confini della coscienza umana per attingere alle energie cosmiche del tutto::

“Along with seven created beings
I was placed
In a fire of purification.
I was myself gleaming fire,
When I was first given life.
I was dust on the earth
And grief could not reach me;
I was a great wind -
Less evil than good;
I was mist on a mountain
A shelter for game;
I was blossom on every tree
On the face of the earth.”


Il senso sta nel comprendere che Taliesin venne purificato dal fuoco, e divenne egli stesso fuoco, poi divenne cenere sulla terra e ancora vento... ed infine nebbia sulle colline.
Fu poi il bocciolo di ogni albero sulla faccia della terra...
Ovvero, per divenire Saggezza, per Comprendere, si devono sperimentare gli elementi...
Questo poema di Taliesin potrebbe condensare il mistero del viaggio iniziatico, in cui la Saggezza viene conquistata con la conoscenza degli elementi, che è esperienza profonda, immedesimazione, attraverso la penetrazione della loro propria essenza, divenendo il viandante stesso essenza degli elementi.
Se rapportiamo tutto questo al ciclo di guarigione di Avalon, il senso delle trasformazioni potrebbe risiedere nel fatto che Gwion arriva, mutando se stesso, a comprendere – nel senso mentale di capire, ma anche nel senso più fisico dell'avere dentro di sé – il Tutto: l'intero ciclo, l'intera ruota, Ceridwen, Blodeuwedd e Rhiannon, racchiudendo dentro di sé anche la circonferenza, Arianrhod, e giungendo contemporaneamente al Centro, Branwen.
Cambiare forma significa sperimentare tutto, sperimentare se stessi in ogni cosa in continuo cambiamento e sperimentare l'incontro tra il sé e l'altro, preda e predatore, non separati ma inscindibilmente legati, come in una danza.

La prima trasformazione: lepre e segugio

Nel racconto dell’Hanes Taliesin, la prima trasformazione è quella in lepre – segugio. Entrambi sono animali legati all’elemento terra, e infatti questa trasformazione è associata alla stazione del Confronto.
Questo è l’inizio del viaggio sciamanico di Gwion per ritrovare la sua Anima, la perfetta armonia di elemento maschile con elemento femminile: il giovane apprendista, attraverso la sua metamorfosi in lepre dovrà scoprire il volto femminile della divinità e riconoscere la Dea.

La lepre è infatti un animale lunare, associato al volto femminile della Divinità, simbolo dell’intuizione e della fertilità, simbolo sacro dell’abbondanza della Madre e della creatività. E’ anche un animale conosciuto per la sua incredibile velocità – come del resto il segugio - e questo particolare vuole forse suggerirci l’eccitazione e la volontà di liberazione che caratterizzano ogni ciclo creativo quando arrivano a una fine. La lepre è il primo istinto, è l’azione, lo scatto. E’ l’urgenza che si prova in questo stadio del cammino, quando veramente gli Dei sembrano incalzarci, quando la primavera è alle porte e tutto ci parla dell’energia pulsante del risveglio, ma … dietro di noi c’è ancora Ceridwen, il Segugio, il Confronto da cui non possiamo prescindere.
Sembra che i celti allevassero le lepri per diletto, e che vi fosse un tabù, abolito durante i festeggiamenti di Beltane in cui era invece permessa la caccia rituale, che impediva di nutrirsi delle sue carni. Giulio Cesare riporta nel de Bello Gallico che la lepre, insieme al gallo e all’oca, non veniva mangiata in quanto animale sacro.
Va precisato inoltre che la lepre, forse per la sua abitudine di andare alla ricerca di cibo nelle ore notturne, riflette un simbolismo ctonio, ed è spesso stata associata alle streghe, nella quale si credeva esse si trasformassero.

Il segugio, il cane, è un animale molto presente ed importante nella mitologia celtica, nel quale possiede un simbolismo potente, complesso e composito.
Può alludere alla caccia, alla guarigione e alla morte.
La connessione con la caccia è evidente. La lepre stessa è una delle prede tradizionalmente cacciate, insieme al cervo, ed associate al suo predatore, il segugio. La lepre veniva a volte associata alle immagini degli dei della caccia: in alcune sculture galliche, come nella statuetta di Touget (Gers, in Francia) troviamo un dio-cacciatore con una lepre tra le braccia e in compagnia del suo segugio. Il cane assume quindi il doppio significato di predatore aggressivo e di protettore del suo signore.
Come abbiamo detto, il simbolismo del cane ci porta anche a toccare il tema della guarigione. La caccia divina (nota1) non aveva solo connotazioni di morte ma veniva anche percepita come associata alla rigenerazione e alla rinascita. Si credeva inoltre che la saliva del cane avesse il potere della guarigione, e troviamo rappresentazioni di questo animale in veste di guaritore per esempio nel santuario curativo di Mavilly, in Borgogna, o ancora nel santuario di Sequana presso Digione, in Francia.
Il ruolo di Guida e di psicopompo del cane è noto. Ha da sempre assunto un importante simbolismo ctonio, nonostante non abbia mai rivestito nella mitologia celtica un aspetto demoniaco o legato al male, a differenza della mitologia classica in cui invece ne è accentuato l’aspetto mostruoso. Cerbero ad esempio, a guardia dell’ingresso dell’Ade, viene descritto come un mostro a tre teste, il cui corpo è ricoperto da velenosi serpenti.
Nell’antica mitologia gallese dei Mabinogion, troviamo Arawn, il dio dell’Aldilà, che possiede una muta di cani bianchi con le orecchie rosse descritti come annunciatori di morte.
‘Il cane riveste presso moltissime popolazioni la funzione di guardiano dei luoghi sacri, guida dell'uomo nella notte della morte, difensore del regno dei morti, sorvegliante in tutti i casi del regno spirituale.
In particolare presso i Celti era associato al mondo dei Guerrieri. Il cane, infatti, era presente nelle iniziazioni dei Guerrieri. La caccia, come la guerra, era un atto sacro che si poteva compiere solo dopo un'iniziazione e una preparazione rituale di protezione divina.
Il guardiano ha il compito di spaventare chi si presenta di fronte alle porte del proprio mondo interiore e non è preparato a padroneggiare le tremende forze che vi giacciono, ma diviene festoso e amico di chi percepisce degno di accedervi con sicurezza. Un uomo, infatti, che entra in contato con le proprie forze spirituali può divenire sia pericoloso che benefico per sé e per gli altri.
Inoltre il rito di morte simbolica è richiesta all'iniziando nelle tradizioni di molti popoli e culture, per passare nel mondo spirituale e divenirne cosciente’. (da Il Vischio e la Quercia)


Come abbiamo accennato, questa trasformazione è associata al Confronto e alla terra. Come animale psicopompo e ctonio infatti, il segugio (Ceridwen) sospinge la lepre (Gwion), a sua volta animale dal simbolismo ctonio, a cercare nell’Aldilà le sue Ombre.
L’elemento terra è associata ai Misteri della conoscenza profonda. E’ legato agli Antenati, ed è quindi il fondamento di tutto, racchiudendo così la memoria degli antenati, attraverso la quale possiamo accedere ai misteri dell’Altromondo, ai misteri di Avalon.
E’ solitamente associata al periodo invernale, che può essere considerato il punto d’arrivo e anche il punto di inizio. Un punto di arrivo e di inizio come può esserlo ogni tappa del nostro ciclo di guarigione, ma ancora di più come può esserlo il Confronto: è attraverso ciò che portiamo alla luce e scopriamo durante il Confronto che mutiamo. Facciamo evolvere quell’Ombra in terreno fertile per nuovi progetti, per nuovi semi da piantare. Ecco la fine e l’inizio, come in un’ uroboro in cui fine ed inizio non sono distinguibili ma si costruiscono l’uno dall’altro, l’uno grazie all’altro.
Si può inoltre pensare alla terra come all’elemento che racchiude in sé le potenzialità della crescita. E’ l’elemento da cui riparte la vita, dopo l’inverno. E’ il Ventre della Madre Terra all’interno del quale si può compiere la trasformazione del ritorno all’Origine, ma anche dell’incontro con l’Altromondo: basti pensare ai tumuli delle fate, o alla collina di Rhiannon attraverso cui Pwyll verrà condotto nell’Aldilà.
Incontreremo questo significato del ritorno all’Origine e del viaggio verso mondi fatati, “altri mondi”, come Avalon, anche quando affronteremo la seconda trasformazione, legata all’acqua. Acqua e terra sembrano essere profondamente connesse: due mezzi diversi che possono forse condurre in modi differenti ad Avalon, al Centro, e che racchiudono la memoria ancestrale ricercata nel viaggio della consapevolezza di sé, nel viaggio iniziatico di Gwion.
L’acqua può forse comunicarci il senso della discesa verso il nostro centro, del percorso a ritroso nel grembo della Madre, in cui ci perdiamo per ritrovare noi stessi. La terra potrebbe comunicarci invece la necessità di confrontarci con le nostre Ombre, per trasmutarle, ed emergere poi trasformati.
Il segugio, in tutto questo, spinge Gwion, il Viandante, a andare avanti, a proseguire per non sfuggire dal Confronto, necessario e tuttavia dolorosissimo.
All’interno del nostro ciclo di guarigione, possiamo pensare al segugio come al Guardiano dei Misteri e dell’Altromondo, come ad una Guida verso il cuore del nostro labirinto interiore e verso Avalon. Egli conosce la strada e può aiutare il Viandante. Può condurlo sulla strada giusta ed accompagnarlo, guidarlo, ma può anche bloccarlo, ringhiandogli contro, quando non è ancora il momento per compiere certi passi.
Ma come simbolo di fedeltà il cane, o segugio che sia, assume anche su di sé il monito “custodisci il Segreto”. Abbiamo visto nella prima parte dell’analisi del mito di Gwion e Ceridwen che il Silenzio si impone a Gwion dopo aver assaggiato le tre gocce del Calderone, un messaggio visivamente veicolato dal gesto di portare il dito alla bocca. Il Silenzio non è banalmente richiesto, è addirittura inevitabile, data l’impossibilità stessa di esprimere il Mistero con parole.
L’idea di mantenere e custodire il Segreto è strettamente connessa anche all’elemento terra. Questo elemento tradizionalmente custodisce i segreti, proprio come tesori sepolti, proprio come la memoria dei nostri Antenati.
Forse la fedeltà e gli altri simboli che abbiamo visto essere attribuiti al segugio ci comunicano anche l’inevitabilità della trasformazione: colui che si immerge nel ciclo di guarigione di Avalon – e vuole veramente farlo – non può esimersi dal percorrerlo, qualsiasi siano le Ombre con cui il ciclo lo porta a confrontarsi, qualsiasi siano le Ombre che il segugio fiuta e verso le quali lo sospinge, inseguendolo.

FINE SECONDA PARTE. CONTINUA


Note: (1) Caccia divina: “tra i celti e gli animali da loro cacciati esisteva una relazione tutta speciale, fatta di grande rispetto e di un senso di protezione quanto di distruzione. Gli animali selvatici della foresta – in particolare cervi, cinghiali e orsi – erano associati a divinità specifiche e compaiono tutti in una serie di immagini che alludono alla caccia. I cani, compagni dei cacciatori, sono anch’essi presenti in queste raffigurazioni.” Fonte: Green, M., J. (2003). Dizionario di mitologia Celtica. Tascabili Bompiani.

Fonti:
Il gruppo di studio “Il Meleto” all’interno della mailing list “Sentieri di Avalon
Ynis Afallach Tuath.

Green, M., J. (2003). Dizionario di Mitologia Celtica. Tascabili Bompiani.

Taraglio, R. (2001). Il Vischio e la Quercia. L’età dell’Acquario.

Heinze, S. (2007). I Simboli dei Celti. Il punto d’incontro.

Matthews, J. (anno). Taliesin, the last celtic shaman. Editore.
ARTICOLO A CURA DI:
Meliade, sulla base degli studi condotti nel gruppo di studio “Il Meleto”.

Un particolare ringraziamento a: Argante, Caillean, Euphorbia, Lelania, Patty, Hex, Meliade, Dagmaar, Violet, Abigail, Selendir. Ogni riproduzione, sia integrale che parziale è vietata senza il permesso dell'autrice. Materiale protetto da copyright.
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Re: -2- le iniziazioni di Gwion Bach e del Viandante secondo Il Cammino del Ramo d’Ar (Punti: 1)
da Violet 02 Ago 2009 - 02:50
(Info utente | Invia il messaggio) http://www.tempiodellaninfa.net)
Mamma mia Mel... che lavoro meravigliosissimo........ sono rimasta a bocca aperta... ho iniziato a leggerlo e piano piano leggo questo e l'altro, ma inizio sin da ora a farti i complimenti... splendiderrima fanciulla :-***

Re: -2- le iniziazioni di Gwion Bach e del Viandante secondo Il Cammino del Ramo d’Ar (Punti: 1)
da Meliade 02 Ago 2009 - 11:43
(Info utente | Invia il messaggio) http://meliade.splinder.com)
Grazie Violet!!
E' stato un bel lavoro, impossibile senza il contributo delle ragazze!
Però sono felicissima che ti piaccia ^^






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