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Ynis Afallach Tuath

Ci sono tre cose che si assomigliano: una spada luminosa....
Sabato, 23 Gennaio 2010 - 10:00 - 9407 Letture
Triadi Bardiche Prosegue con questo articolo la serie di studi sulle triadi bardiche chiamate TRIOEDD DEWIANETH CYMRY.

La triade che abbiamo di deciso di analizzare è quella che così recita:

Ci sono tre cose che si assomigliano:
una spada luminosa arrugginita dal troppo tempo passato nel suo fodero
l'acqua limpida che puzza per il troppo tempo
e la saggezza morta per il lungo disuso


Introduzione alla triade

Analizzando questa triade abbiamo percepito come essa ci parli dell'essere umano nella sua interezza, nel momento della prova, nel momento della resa, quando è al bivio: tra il crescere attraverso lo sforzo di volontà e il fermarsi e dire basta, perdendo così la vita stessa, perdendone il valore, il dono divino e sacro dell'esistenza, lasciandosi vivere e rifiutandosi di essere parte attiva del Wyrd. Dovremmo riuscire a vedere la nostra vita come un circolo in continuo movimento, dove le nostre azioni devono essere sempre presenti per non farci sopraffare dalla pigrizia, dalla staticità, solamente così la mente nel tempo rimane attiva e può dare sia a noi stessi che agli altri.
Sintesi che nell'immaginario alchemico viene rappresentato con queste tre figure: corpo, anima e spirito. Il corpo è il veicolo dell'anima e intrattiene con essa un rapporto simbolico complesso. Il corpo è l'opposto dell'anima in quanto rappresenta l'elemento profano e nonostante ciò le è indispensabile perché è il suo indissociabile involucro.
L'anima, immateriale ha bisogno del corpo per poter esistere, per manifestarsi ed ecco perché l'essere umano deve vivere in equilibrio tra queste polarità, accettando e sviluppando in parti uguali questa "trilogia", che rimanda all'espressione delle energie, al dinamismo, all'intelligenza attiva.
Queste sono un movimento attivo, in quanto le possibilità non si realizzano da sole e ovviamente ci saranno delle difficoltà, ma una volta superate, queste ci porteranno ad una crescita interiore, alla libertà personale e all'integrazione. Infatti mentre la staticità reprime il movimento ostacolando il flusso di energie portando la paura del cambiamento, il movimento comporta flessibilità, genera l'energia primaria che scatena emozioni, crea espansione e cambiamento.
Ecco perché molti di noi camminano lungo i tortuosi percorsi dello Spirito con vivo interesse, passione e amore, ma nonostante ciò questo legame si spezza e in quei momenti ci assalgono i dubbi, la nostra forza viene meno, le certezze vacillano e la saggezza, che pensiamo di non avere più, svanisce. Ma il Viandante non si arrende, cade, si spezza ma alla fine si rialza. Ricordiamo che corpo, anima e mente sono una cosa sola; il corpo è la spada arrugginita, la forza, la materialità che sostiene lo spirito giunto al mondo per vivere e sperimentare. L'acqua limpida è lo Spirito, la scintilla divina che a volte ci scordiamo di avere, e la mente è la saggezza ed è lo strumento attraverso il quale lo spirito esprime ciò che le esperienze del mondo materiale gli hanno permesso di sperimentare.
E tutto questo avviene grazie a un potente ingranaggio il cui scopo principe è di far funzionare il delicato meccanismo della nostra esistenza e quindi non dobbiamo assolutamente arrogarci il diritto di pensare che uno degli aspetti sia più importante degli altri; dobbiamo acquisire un senso di equilibrio complessivo. Avere la "forza" in quei momenti di stasi, di squilibrio di ricordare che in realtà noi siamo
Spade luminose
Acque limpide
Saggezza

senza lasciarci prendere dallo sconforto, anzi sono proprio momenti così difficili e particolari che ci devono dare la forza per non venire mai meno ai nostri principi, difendendo la limpidezza del nostro Spirito che come un serpente che si morde la coda, alimenta e viene alimentato dalla saggezza, perché a ogni fine corrisponde un nuovo inizio, in una ripetizione costante, che è anche un legame inestricabile che non può venire spezzato.

Come ha scritto Clarissa Pinkala Estes in "Donne che corrono con i lupi":
"Il corpo è come la terra, un territorio vulnerabile agli eccessi, il cui fine è quello di proteggere, contenere, sostenere e infiammare lo spirito e l'anima che alberga, di essere un deposito per la memoria, di colmarci di sentimenti, cioè del supremo nutrimento psichico. E' un grosso errore pensarlo come un luogo da abbandonare per elevarsi verso lo Spirito. Senza il corpo non ci sarebbero sensazioni. Non sarebbe possibile varcare una soglia, né elevarsi né essere senza peso. E' il corpo il dispositivo di lancio del missile dal quale l'anima osserva la misteriosa notte stellata e ne resta abbagliato".


E non dimentichiamo poi come tutti e tre i versi sottolineino il concetto di tempo, anzi il troppo tempo, visto in senso negativo in quanto la spada arrugginisce, l'acqua ristagna e la saggezza viene meno. E' un concetto di tempo che corrode, e quindi di un tempo sprecato, perché se lo lasciamo scorrere senza farne buon uso, tutto langue.

Potremmo vedere in questa Triade una morale di fondo, in cui avvertiamo la necessità di non adagiarci sugli allori, perché tutto ciò che rimane statico, tende a perdere valore, limpidezza, luminosità ed efficacia. E' il passare del tempo che permette il cambiamento attraverso una serie di reazioni complesse e istintive senza le quali la luce, la scintilla si spegne, ed ecco perché il tempo è allo stesso tempo in grado di creare e distruggere anche le cose apparentemente indistruttibili, quindi mai lasciar depositare i veli del tempo su di noi.

Abbiamo riconosciuto in questa triade una simbologia che non è la stessa per ognuno di noi; forse perché la funzione dei simboli è un modo di relazionare l'umano con il sovraumano e talvolta interpretare i simboli può portarci a cercare significati diversi tra di loro. All'interno del medesimo simbolo ci sono evocazioni simboliche diverse, che spesso si sovrappongono ma che in realtà non si escludono tra di loro, anzi si integrano nell'armonia di una sintesi totale. Ed ecco che allora il simbolo è il linguaggio iniziatico per eccellenza oltre ad essere indispensabile ad ogni insegnamento misterico. In realtà è il solo mezzo per dire quello che non può essere detto in altro modo, mobilitando così la nostra psiche nella sua totalità.

Analisi dei versi
Passiamo ora all'analisi nel dettaglio dei diversi elementi che compongono la triade

Ci sono tre cose che si assomigliano
Una spada luminosa arrugginita dal troppo tempo passato nel suo fodero


La spada associata alla luce, all'energia vitale, all'elemento maschile, alla coscienza di sé, alla nascita dell'intelligenza, e che qui potrebbe rappresentare lo spirito o l'anima bloccati nel loro sviluppo, imprigionati da regole talvolta difficili da comprendere e accettare; la forza lasciata languire, un'arma che non è solo fatta per distruggere o uccidere ma è anche un oggetto venerabile di culto che permette l'elevazione spirituale, identificata con la gioia del cuore e dell'anima,la perfezione, il simbolo della vita per eccellenza.
E' l'elemento primordiale che si oppone alle tenebre, all'oscurantismo e al nulla; ecco perché la spada procura la conoscenza liberando l'uomo e permettendogli di tagliare quelle catene materiali che lo ostacolano nella sua evoluzione.
In più di una leggenda rappresenta lo strumento che mette alla prova l'eroe permettendo di valutarne il coraggio, l'ardimento e la forza spirituale.
Molte di noi hanno subito pensato ad Excalibur, la famosa spada di Artù, che Merlino riceve per mano della Dama del Lago; e che rappresenta potenza, azione e principio attivo. La mitica Excalibur, forgiata dalla Signora del Lago, una figura a volte associata a Brighid, a causa della sua funzione di forgiatrice e del fuoco. Simbolicamente non si possono affrontare le prove della vita senza avere di se stessi la giusta autostima, l'equilibrio e la centralità e soprattutto essere in grado di attivare il risveglio del nostro io in proporzione alla motivazione e all'onestà del Viandante.
Per comprenderne la sacralità e la sua associazione al fuoco, dobbiamo capire come la spada di fuoco incontra nell'acqua il suo opposto, creando così l'unione di due elementi in contrapposizione tra di loro; è l'arma della Sovranità che deriva dal fuoco celeste che si trova in un lago che di fatto costituisce il luogo della sua genesi. Così la Sovranità simboleggiata da entrambi parte del lago e vi torna in seguito, l'invio di Excalibur nel lago indica il ritorno a chi l'ho forgiata, la fine di un ciclo e l'attesa di un rinnovamento.

La spada in questa triade potrebbe anche rappresentare in realtà l'aspetto fisico, il corpo, ma anche la disciplina del nostro essere che è indispensabile per imparare a gestirla. Pensiamo alla grazie del guerriero che brandisce la sua spada come se stesse danzando, che mette se stesso in ogni fendente e che sferra il suo colpo solamente al momento giusto.
E' un simbolo che noi tutti abbiamo visto come maschile, rappresentate la forza vitale, quella scintilla che dà la luce alla nostra esistenza, che ci permette di difenderci, attraverso esperienze che facciamo quotidianamente nella nostra vita, ma che è anche un'arma a doppio taglio, da utilizzare nel migliore dei modi e la cui forza ci porta alla Conoscenza. E comunque come sappiamo, studiando la mitologia celtica, la spada pur essendo un simbolo prettamente maschile, gli eroi vengono iniziati alle armi dalle Dee.
Ed ecco riaffiorare la figura di Brighid, la Triplice Dea, figlia del grande Dio Dagda che rappresenta:
il fuoco dell'ispirazione
il fuoco del focolare
il fuoco della forgia
perché non dimentichiamo che anche la capacità di lavorare i metalli era ritenuta una professione "magica."
Essa è una delle manifestazioni della Dea Madre nelle sue funzioni di stimolatrice della Terra e di portatrice di civiltà, è lei che benedice, protegge e aiuta la crescita delle energie vitali, è lei la Dea che presiede alla festa della luce, concetto che abbiamo già associato alla spada, alla sua forza e a come il metallo per diventare tale deve essere forgiato nelle profondità del fuoco.
La festa della luce, Imbolc, di cui Brighid è la Rappresentazione che illumina i poeti aprendo le porte tra questo e l'Altromondo; Signora della purificazione e protettrice della casa e del focolare domestico, Signora della Conoscenza, protettrice dei guaritori, di chi lavora il ferro e il bronzo. E' lei che favorisce la crescita delle energie vitali; la purificazione con l'acqua, l'accensione del fuoco e soprattutto fonte di ispirazione e dispensatrice di vita, manifestandosi prima nelle viscere della Terra per poi giungere ad essere essa stessa l'Ispiratrice di Bardi, che in suo onore compongono liriche a lei dedicate.
Ecco perché Brighid può rappresentare in realtà ogni aspetto di questa triade,in particolare riferita a quello che stiamo analizzando ora, viene considerata come Patrona delle Fucine e Consorte dei Fabbri, in quanto presiede alla fabbricazione delle armi. La sua è un'energia che nasce e dona forza, ispira e dà la vita.
A lei toccava la benedizione del fuoco della fucina e sin dalle origini della lavorazione dei metalli normalmente la figura del fabbro acquista un alone di potere magico; è lei che trasforma un materiale apparentemente inutile (il minerale), in qualcosa di potente e utile (metallo) che non si trova in Natura. E il metallo è usato per forgiare le spade dei guerrieri, tanto è vero che sotto forma di guerriera spesso viene rappresentata anche la Dea.
Quindi è anche grazie al suo aiuto che noi dobbiamo forgiare il nostro spirito per renderlo sempre più forte e in grado di affrontare le asperità che l'esistenza ci pone di fronte inevitabilmente durante il nostro Cammino di Viandanti.


L'acqua limpida che puzza per il troppo tempo

L'acqua, l'ambiente oscuro in cui si forma la vita e cui avvengono tutte le trasformazioni
Simbolicamente è la ricerca di ciò che è puro, pulito, è abbondanza senza limiti ma che se eccessiva implica pericolo, siamo allora in balia del diluvio, dell'ondata distruttrice e violenta della malsana fanghiglia palustre che inghiotte chi vi si avventura.
Concetti che ci sono venuti alla mente analizzando questi versi; l'acqua è vista come torrente, fiume, mare limpido a condizione che questa riesca a scorrere liberamente. Infatti l'acqua normalmente è movimento, flusso, come la vita del resto, il cammino che noi tutti facciamo sul sentiero della Conoscenza. Ecco perché spesso l'associamo alla purificazione, alla rigenerazione e alla "Madre", il suo è un ciclo continuo e dinamico, così come è dinamico il tempo del mondo, in lei è nascosto un grande potere, quello del movimento e del flusso, perché tutto ciò che è vivo è in costante movimento. Inoltre ogni forma di vita ha avuto origine nell'acqua, la più materna delle forme, il più femminile degli elementi, equivalente alla gestazione, alla nascita e alla rinascita, ossia l'iniziazione il battesimo.
Nel suo eterno ciclo l'acqua si propone come tramite tra terra e fuoco, tra vita e morte, e si tratta di un'eternità dinamica come è dinamico il tempo del mondo, che sotto forma di diluvio distruttivo sommerge periodicamente e come madre generosa ricrea ogni volta. Sono molti i miti che la vedono come protagonista dell'origine della vita; il suo è uno scorrere fluido sia delle emozioni che dei flussi di energia, è intuizione e immaginazione. Ma qui stiamo anche parlando dell'acqua stagnante e ferma, che puzza e l'abbiamo associata alla mente che rimasta ferma troppo a lungo, incapace di liberarsi e scorrere, senza stimoli esterni tende a prosciugarsi e a scomparire nei meandri della vita. Vita che deve essere movimento, altrimenti c'è stagnazione e l'energia si spegne e non genera cambiamento, ecco perche dobbiamo darci l'opportunità di far fluire in noi tutti le possibilità che l'esistenza ci offre, fermandoci talvolta, ma senza indugiare troppo, perché il fossilizzarsi in atteggiamenti negativi ci impedisce di crescere. E se la crescita viene meno, non c'è produzione di energia, portando con se anche la paura nei confronti del cambiamento, comunque necessario.

Siamo noi che dobbiamo essere in grado di cambiare come le acque intorno a noi, fluendo con esse, senza però farci sommergere, ecco allora l'importanza di essere attivi, l'acqua stagnante infatti è passività e come tutte le cose ferme puzza ed è maleodorante. Quando l'acqua assume una connotazione negativa, in lei si può sprofondare lentamente, perdendo così la nostra forza e la nostra vitalità e quindi ecco che diventa temibile, distruttiva e passiva
Avere la forza di accettare il cambiamento,saper lasciarci andare creando un flusso che ci permette di muoverci attraverso la fisicità, le emozioni, il tempo e la coscienza, dobbiamo saper far emergere le nostre emozioni che se bloccate sono dannose per la nostra crescita. E' difficile,del resto, sono anche necessari degli stop,e se anche sono rappresentati da esperienze che possono risultare sgradevoli, e noi in quanto vittime ci sentiamo impotenti non dimentichiamo, però, che questa sensazione riesce a metterci in contatto con il nostro io più profondo, con quelle necessità che altrimenti non avremmo nemmeno preso in considerazione. A noi poi il compito di superare l'inerzia lavorando con intelligenza, senza ricorrere alla forza che ci farebbe solo sprecare energia, i sentimenti sono essenziali per il progredire della nostra anima, e lo scorrere fluido delle emozioni è come lo scorrere dell'acqua, elemento femminile per eccellenza che prende la forma di un qualsiasi contenitore, seguendo sempre il percorso di minor resistenza, e così noi, dobbiamo essere in grado di cambiare come le acque , fluendo con esse senza mai farci sommergere.
Ma l'acqua è anche fecondità, femminilità e purificazione e qui ci ricolleghiamo nuovamente a Brighid e alla sua festa, ricordiamo come sotto la sua egidia ci fossero i misteri druidici della tradizione della guarigione, numerose infatti sono "le Sorgenti di Brighid" e uno dei suoi oggetti sacri è la Coppa (Grembo della Dea) da cui tutto ha origine.
Brighid è anche guaritrice, erborista e purificatrice della casa e sebbene in tutti e tre i suoi aspetti il fuoco è uno degli attributi principali, la purificazione tramite l'acqua è una delle sue prerogative, l'uso delle abluzioni per lavare via gli elementi che impediscono la crescita è uno dei misteri principali della festa di Imbolc. Del resto a Lei spesso venivano dedicati luoghi in cui erano presenti fontane guaritrici a cui le donne si rivolgevano per propiziare una gravidanza o chiederne l'aiuto durante il parto, e in effetti Imbolc è il momento della purificazione, delle abluzioni nelle acque delle fonti sacre e forse il suo stesso significato "nel grembo", ma anche "lattazione delle pecore", spiega come per le antiche popolazioni celtiche, qualunque cosa –seme, feto o pensiero- iniziasse nell'oscurità, nel ventre nudo e accogliente della Grande Madre.
Dobbiamo allora lasciarci andare, trascinare dalle onde in movimento, non dobbiamo permettere che niente dentro di noi sia veramente immobile, dobbiamo mantenere costante il flusso del continuo mutamento, così come le acque fluiscono e rifluiscono, nutrono, puliscono e sanano, permettendoci così di scivolare dolcemente lungo le acque della vita.


La saggezza morta per il lungo disuso

La saggezza è legata alla conoscenza che va al di là del visibile, pensiamo al dono dell'ispirazione che ci dà la forza, al rinnovamento interiore, alla rinascita spirituale che ci porta verso la saggezza, che cosa ne facciamo di tutto questo se non lo applichiamo costantemente, ecco perché tutto deve evolvere in un continuo dinamico equilibrio.
Dal padre (spada) e dalla madre (acqua) nasce il figlio (saggezza). Quest'ultimo rappresenta la mente, ma anche la memoria , lo studio e la sensibilità, concetti diversi dall'istinto profondo dell'acqua e da quello istintivo della spada. Acqua e spada collegati tra loro dal fuoco della trasformazione che li tramuta in intelletto e quindi spegnendo anche solo uno di essi si affievolisce la fiamma vitale del Viandante. Ci deve essere un profondo equilibrio che nasce dall'interazione e non dall'immobilità che paralizza e avvizzisce. L'importante è stimolare la nostra mente il più possibile, senza cadere in atteggiamenti di superbia che ci fanno credere di "sapere", in quanto se la saggezza rimane fine a se stessa muore; essa è anche la somma delle esperienze: se ci dovessimo fermare quale nuova esperienza potremmo fare? Come potremmo proseguire sul cammino della saggezza se non ci accolliamo dei rischi? Ecco l'importanza dell'essere attivi, di non farla arrugginire, lasciar languire le nostre potenzialità, perché altrimenti come la spada che arrugginisce nel fodero e l'acqua stagnante che puzza anche la nostra saggezza perirà.
Le nostre potenzialità vanno sfruttate sempre e comunque, perché se non le coltiviamo e non le assecondiamo qualcosa dentro di noi inevitabilmente morirà. Non dobbiamo cedere davanti a una forma di pigrizia intellettuale, non dobbiamo in poche parole permettere che il nostro Io si arrenda davanti a uno sforzo mentale attivo e a una disciplina, comunque necessaria, affinché si possa verificare un reale progresso spirituale che ha comunque in sé il germe di una vera trasformazione che porterà così la possibilità di perfezionare abilità il cui rifiuto significa in ogni caso l'abbandono e la speranza del successo.

E come poetessa e ispiratrice dei Bardi, Brighid, è la conservatrice della tradizione perché ricordiamo che per le antiche popolazioni celtiche, la poesia è un'arte sacra che trascende i semplici versi, ma diventa magia e rituale. Brighid ha la capacità di aprire la comunicazione tra questo e l'Altromondo in quanto rappresenta la Musa Universale, probabilmente lo stesso Awen che viene invocato nella tradizione bardica gallese. E' lei che dà il potere facendo da ponte tra gli essere umani e la Terra, perché alla fine noi siamo della stessa sostanza materiale della Terra, siamo tutt'uno con lei, cresciamo e ci sviluppiamo attraverso gli stessi processi comuni a tutti gli esseri viventi e quindi l'attività mentale è l'espressione della nostra identità che viene energizzata attraverso lo stesso potere.
Brighid incarna l'arte poetica in quanto ispiratrice di poesia, Signora delle Arti, il fuoco dell'Ispirazione che non deve spegnersi mai durante il Cammino per permettere a tutti i Viandanti di giungere alla Conoscenza, permettendo loro di utilizzare le doti e le abilità anche al servizio degli altri oltre che di se stessi.
Ecco perche la vita non va mai fermata altrimenti la spada arrugginisce, l'acqua puzza e la saggezza muore.


Conclusioni

Una situazione grigia in cui non c'è alcun sviluppo a meno che una scintilla non ci liberi dalle catene che ci imprigionano.
Questa Triade rappresenta l'oblio profondo; la morte che molte persone hanno in sé e che non vuole abbandonare il loro spirito, forse perché loro stessi non se ne vogliono liberare.
Sembrerebbe una Triade negativa nel senso che si intravedono in essa delle forme di staticità che si evolvono in una spirale discendente che porta all'immobilità, alla quale però possiamo reagire con forza perché tutto è interconnesso, nessuno dei tre aspetti analizzati è più importante dell'altro, il concetto focale sta nella nostra capacità di mantenere l'equilibrio.
Ci insegna che le capacità che abbiamo se non usate si consumano, avvizziscono, decadono e quindi diventano inutili perché non servono a nulla e a nessuno.
Perché le nostre capacità intrinseche quando non vengono utilizzate in modo corretto, anzi talvolta vengono addirittura sprecate, gettate via, perdono energia, e con esse anche il nostro spirito perde valore.
E' una triade che dovrebbe invitare il Viandante, a sviluppare sempre e comunque sentimenti e intuizioni: il proprio corpo con la disciplina ascoltandone la saggezza, e la propria mente utilizzandone l'intuito che le è proprio. Un Viandante dovrebbe riflettere dentro di sé l'armonia degli elementi, ma deve essere un'armonia dinamica non statica, tenuta sempre in vita dal fuoco della trasformazione, che è anche la fiammella divina insita in ognuno di noi. E' la fiamma dell'Ispirazione o dell'Awen.
In effetti dovremmo trarne un insegnamento che ci accompagni durante il nostro Cammino sulle strade dell'Esistenza, imparando cioè quanto sia importante nutrire sia lo Spirito che la Mente, ma senza mai dimenticare di prenderci cura del nostro corpo, che alla fine è il "contenitore" indispensabile alle prime due. Tre pilastri di cui difficilmente potremmo fare a meno, sono tutti e tre importanti per il nostro progredire e quindi risulta fondamentale non tralasciarne alcuno. Noi siamo Spirito ma anche Materia; dovremmo manifestare la capacità di nutrire il nostro Corpo altrettanto bene che la nostra Mente e il nostro Spirito.
Equilibrare il tutto infine, perché la Materia di cui siamo fatti incorpora in se tutti gli elementi e questi sono in continua sinergia tra di loro. Dobbiamo diventare consapevoli della unicità e importanza di essi, in quanto tutti indispensabili e preziosi per la Vita, e quindi mai sminuirne alcuno, equilibrando in noi i vari aspetti in un continuo crescendo, accettando la responsabilità delle nostre azioni e di come esse agiscano anche sugli altri.

Note: Analisi a cura del gruppo di Studio Sentieri di Avalon dell'Associazione Ynis Afallach Tuath. In particolare l'articolo è stato redatto grazie ai contributi (in ordine alfabetico) di Abigail,Alessio, Argante, Berkana,Euphorbia, Fairy, Kendra, Lilith, Marin, Patty, Valy e Violet e riuniti in questo documento da Barbara-Berkana
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