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Ynis Afallach Tuath

TESTE MOZZATE, TESCHI E CALDERONI MAGICI
Sabato, 27 Febbraio 2010 - 11:29 - 2750 Letture
Celti Anche il calderone, al pari del pozzo e della sorgente, era considerato dai popoli celtici, un passaggio per l'Altro Mondo.. Un' antica credenza, racconta che gli irlandesi, usavano riportare in vita i valorosi soldati morti in guerra, adagiando per una notte, il cadavere nel calderone. L'uomo resuscitava, ma purtroppo muto; quindi, non era in grado di narrare ciò che aveva visto nell' Altro Mondo (vedi Rami dei Mabinogion).

Una famosa leggenda celtica, racconta di Cerridwen, una potente' strega' che con magiche erbe accuratamente raccolte e preparate, insieme all'acqua del lago, creò un potentente infuso, per guarire il suo deforme figlio. Gwion, un giovane a cui ella aveva ordinato di continuare alimentare il fuoco, curiosò nel calderone e toccò l'infuso bollente; scottandosi il dito, lo portò alla bocca per lenire il bruciore e in quello stesso istante, il ragazzo acquistò saggezza, preveggenza e i doni che avrebbero dovuto essere riservati al figlio di Cerridwen. La leggenda continua con le trasformazioni di entrambi i personaggi in vari animali per sfuggirsi e raggiungengersi; fino là, dove il fanciullo, trasmutatosi in un chicco di grano, viene mangiato da Cerridwen trasformata in gallina. Fatto sta che Gwion-chicco di grano, mangiato da Cerridwen-gallina, cominciò a crescere nella pancia di lei sotto forma di bambino e dopo 9 mesi venne alla luce. La rabbia della maga era ormai placata ma il suo cuore era ancora ferito per non aver potuto più aiutare il primo figlio, così decise di abbandonare il neonato e lo affidò al mare. Il piccolo fu salvato da un principe che lo chiamò Taliesin e lo crebbe come se fosse suo figlio. A dieci anni Taliesin, era già un bardo di corte. Divenuto adulto, si unì alla "spedizione di Bran ", per recuperare il calderone della rinascita... decapitò i re dei Britanni e viaggiò nell' Altro Mondo dove continuò ad essere iniziato ai segreti e ai misteri dell'universo. (vedi articoli e testo originale Hanes Taliesin)

Si racconta che spesso, là dove cadeva o si depositava una testa mozzata, nasceva una sorgente dalle acque magiche.

Ci sono anche varie leggende cristiane attinenti alle teste mozzate.. una in particolare racconta di San Melor, la cui testa conficcata su un palo di legno, si trasmutò in un magico albero dalle cui radici sgorgò una sorgente dotata di proprietà curative.

La sopracitata storia (gallese) di Bran, come molte leggende gallesi(e non solo), racconta di teste mozzate che parlano, cantano, si muovono e profetizzano. Non a caso, in diverse leggende si narra di teste mozzate e accomodate a capotavola durante i banchetti nell'altro mondo. L'immortalità dell' anima, era credenza solida tra gli antichi celti; i quali ne consideravano la testa come sede fisica.

Nell'antica Grecia, le Baccanti mozzarono la testa ad Orfeo e la gettarono nel fiume Ebro: la testa cantando per tutto il percorso, fu trasportata dalle acque fino a Lesbo dove divenne un oracolo. Nella mitologia germanica, la testa del dio Mimir custodisce una fonte ai piedi dell'albero cosmico Yggdrasil .. fu qui che Odino ricevette la saggezza e la conoscenza delle Rune.

".. rimasi appeso all'albero nel vento
per nove giorni e nove notti, ferito dal giavellotto,
consacrato ad Odino, io stesso a me stesso,
a quell'albero che nessuno sa da quale radice sia cresciuto .
Non mi dettero ne da mangiare ne da bere; mi chinai.
Cominciai a crescere bene e a prosperare, diventai saggio: la parola mi conduceva di parola in parola, il lavoro di lavoro in lavoro..."

( Poema tratto da " Edda " trascritto da Felix Genzmer. )

In particolare, gli antichi celti, erano "famosi" per il culto delle teste mozzate. Si dice che i feroci guerrieri, combattessero nudi per confondere i nemici, e legassero al collo del cavallo o al loro stesso collo i macabri trofei; usanza che molto intimoriva le tribù avversarie. Nel passato, le teste mozzate, venivano venerate e considerate importanti tesori, a volte imbalsamate e tenute all'interno di preziosi scrigni, ma la maggior parte delle teste venivano conficcate su pali di legno ed esposte all'ingresso di case e villaggi.. Con le ossa, venivano creati potenti amuleti e i teschi (che in alcuni luoghi erano considerati i guardiani delle acque sacre e quindi della soglia per l'altro mondo) sovente venivano consultati divinatoriamente prima di affrontare le grandi imprese; venivano decorati con pietre e metalli preziosi e servivano come calici rituali, in cui i cerimonianti e gli aspiranti druidi, usavano bere sostanze che inducevano visioni, allargavano la percezione della coscenza non ordinaria.

Tutto questo lascia dedurre che il culto della testa mozzata e dei teschi, non fosse un atto macabro e crudele; questi venivano venerati ed erano considerati simboli sacri e di potere. Usanze che avvicinavano la verità, la guarigione e la saggezza; un tema similare in molte culture antiche (come ad esempio fra gli sciamani siberiani, gli sciti del Mar Nero, gli Yukaghiri dell' Asia Centrale, etc..).

Note: Testo di Morgelyn
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