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Ynis Afallach Tuath

Ci sono tre verità per un maestro perfetto
Domenica, 01 Agosto 2010 - 12:10 - 2284 Letture
Triadi Bardiche Prosegue con questo articolo la serie di studi sulle triadi bardiche chiamate TRIOEDD DEWIANETH CYMRY.

La triade che abbiamo deciso di analizzare è quella che così recita:

Ci sono tre verità per un maestro perfetto:
quella che può apprendere da ciò che lo circonda,
quello che può trasmettere ai suoi allievi secondo la loro capacità di discernimento,
e quella che può comprendere dalla sua esperienza interiore e che viene condivisa solo in un piccolo gruppo.


Introduzione alla triade

Se nella triade precedente abbiamo analizzato gli strumenti che portano l'allievo al raggiungimento della saggezza, in questa possiamo trovare invece le caratteristiche "del maestro perfetto". Perfezione che può essere vista come la capacità intrinseca di quest'ultimo di rendersi conto dei suoi limiti e quindi della sua voglia di migliorare interiormente grazie anche alla continua interazione con i suoi allievi.
Una visione aperta che lo porta a capire come non si smetta mai di imparare e di condividere parte della propria interiorità con gli altri, che porterà alla fine di questo percorso di studi e comparazioni ad essere compagni di viaggio sul sentiero "della saggezza". E grazie a ciò giungere quindi a una perfezione consapevole.

"Le possibilità non si realizzano da sole. Ognuno deve trasformarle in realtà attraverso la dedizione, con il lavoro delle proprie mani e le lotte spirituali" Josè Ortega y Gasset

L' esistenza del maestro è tesa al raggiungimento della perfezione, pur rimanendo consapevole dei suoi limiti, rendendosi conto che nulla può essere dato per scontato. Un continuo che lo porta alla condivisione dei suoi pensieri e stati d'animo più profondi, a uno scambio continuo con gli altri, mettendosi a volte in discussione, altre allo stesso livello degli allievi che lo seguono, proprio perché è questo che lo porterà a crescere ancora e di conseguenza a migliorarsi.
Qui parliamo di verità, ma non di una verità astratta o di un dogma: quanto piuttosto di una verità che viene sperimentata in prima persona, che acquista significato proprio perché vissuta sulla propria pelle, quindi libera da pregiudizi e in perenne evoluzione, dove i cicli emozionali si susseguono. Nella loro osservanza, arriviamo così ad essere individui con una propria volontà uniti sullo stesso sentiero di Conoscenza, ma nel quale si intrecciano anche esperienze diverse che sfociano in un continuo arricchimento.
Un'interazione vibrazionale ed emozionale che coinvolge tutti, anche se in modo diverso, liberi da giudizi e preconcetti, che porta a percepire l'essenza delle cose e del mondo che ci circonda, nella sua completezza, nel suo pulsare sempre uguale ma ogni giorno così diverso da quello precedente, proprio perché siamo tutti Allievi, nel senso che anche il Maestro non smette mai di imparare: la sua capacità di comprendere quando giunge il tempo di lasciare andare i suoi allievi, permettendo loro di crescere autonomamente, trovando così ognuno la propria strada, facendo sì che siano loro stessi ad esprimere il meglio di sé, è un arricchimento per egli stesso.
Tutto questo grazie alla capacità di intersecare le verità a frammenti di saggezza, non per partito preso, ma perché esiste una volontà di fondo che vuole entrare in contatto con la voglia di capire e di sperimentare la possibilità di espanderci al di là delle apparenze: senza bisogno alcuno di competizione.

Analisi dei versi.

Passiamo ora all'analisi nel dettaglio dei diversi elementi che compongono la triade.

Ci sono tre verità per un maestro perfetto:
quella che può apprendere da ciò che lo circonda


Intima relazione con la Terra e gli esseri viventi, un rapporto vivace e attivo con le piante, le pietre, le creature viventi e i suoi simili, in un susseguirsi di emozioni ed esperienze che se onorate offrono la libertà e la comprensione, che portano a comprendere il linguaggio della creazione e soprattutto la reciproca relazione che esiste tra tutte le forme di vita: tutto ciò rappresenta la prima grande verità alla quale attingere.
Imparare dal mondo che ci circonda i mutamenti delle stagioni, rispettando la Natura, cercando i comprenderne il linguaggio infinito e misterioso che ci porta all'unione con il Tutto, senza paura o timore, perché nulla in realtà è statico, bensì in continua evoluzione e "ogni singolo schema dell'Universo si può ritrovare replicato in Natura".
E' fondamentale cercare di mantenere una profonda intimità con il mondo circostante, visto che alla fine non esistono confini stabili tra il mondo naturale e le nostre sensazione, ed è per questo che è fondamentale tenere alto il livello di curiosità. Curiosità che ha come fine ultimo quello di aprire la mente umana all'esplorazione dell'ignoto, imparando quello che ci viene rivelato perché:
"La curiosità ha lo scopo di fare scoprire un tesoro, la ricchezza della saggezza è svelata: ornamento dell'anima" Jamie Sams.
Il risvegliarsi della consapevolezza del rapporto che esiste tra tutti gli esseri viventi e di come questo influisca sull'esistenza di ognuno di noi, proprio perché ogni cosa possiede una sua sacralità che si ripercuote anche nel nostro mondo interiore è il passo fondamentale che il Maestro deve compiere. Il nostro universo può essere un compagno di viaggio speciale per ognuno di noi, poiché noi gli apparteniamo, nel più profondo di noi stessi, non siamo separati da esso e "ogni nuovo giorno è un viaggio che intraprendiamo". E' attraverso i nostri sensi che rimaniamo legati al Divino che è dentro e fuori di noi.
Diventa fondamentale, allora, mantenere i sensi all'erta in modo tale da rimanere costantemente in contatto con la realtà esterna, proprio perché così riusciamo a mantenere una dinamicità interattiva con le diverse realtà esistenti.
E' un viaggio continuo che la nostra coscienza deve compiere per aprirsi alla comprensione di come tutto sia interconnesso, percepire le sensazioni che ci portano alla consapevolezza dei cambiamenti che richiamano la nostra attenzione, perché senza di essi le nostre menti rimarrebbero ottuse e quindi non vi sarebbe più alcuna crescita.
Rendersi conto delle forze che fluttuano intorno a noi e che con il loro manifestarsi ci portano a costruire sempre qualcosa di nuovo, permettendoci anche di adattarci ai ritmi dell'esistenza, prendendoci tutto il tempo necessario affinché tutto ciò fluisca nel giusto modo. E' un continuo imparare dalle nostre esperienze di vita, andando oltre alle conoscenze di base, riuscendo quindi a rielaborarle in base alla nostra capacità, comprendendo quell'insieme di leggi che governano l'intero Universo attraverso l'utilizzo di tutti e 5 i sensi.
Deve essere uno studio che porta il maestro al di là della mera conoscenza astratta, facendosi stimolare dalle sue esperienze attive, che con il passare del tempo lo fanno crescere e comprendere di come fondamentale sia la pratica; vivere appieno la vita, la natura e la filosofia. E' un vissuto che permette al maestro di comprendere come la Natura sia la nostra prima maestra. Un cammino di conoscenza in continua trasformazione, in cui non possono esistere schemi precostituiti perché "troveremo più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno le cose che nessun maestro ti dirà" S. Bernardo di Chiaravalle.
E infatti il mondo è vivo, è aperto a tutti, è un Grande Maestro a cui tutti possono accedere: basta desiderarlo.

Quello che può trasmettere ai suoi allievi secondo la loro capacità di discernimento

Discernimento, ossia la capacità del maestro di comprendere che ogni individuo è unico e quindi anche i tempi di apprendimento e comprensione sono diversi: ed ecco perché le esigenze sono diverse, così come siamo diversi noi. Comprendere che lo sviluppo dell'allievo è proporzionale sia alla situazione sia alle condizioni in cui si trova, proprio perché non tutti siamo uguali e allo stesso livello, ma ognuno ha i suoi tempi e si sviluppa nel momento in cui le circostanze sono mature.
Fondamentale allora è la capacità da parte del maestro di aiutare lo sviluppo dell'autonomia individuale, facendo sì che le lezioni da apprendere possano realizzarsi attraverso l'individuo stesso.
Ma è anche importante comprendere se chi ascolta è veramente disponibile ad apprendere, ossia se il suo è un sentimento sentito o solo un dovere, comprendendo così lo scopo di ognuno dei suoi allievi, aiutandolo anche a capire quale sia la sua "vera volontà finale" cercando così di mantenere un equilibrio generale in cui sia fondamentale il rispetto di una parità di base.
Il discernimento si esplica anche nella capacità di considerare le inclinazioni, i talenti e le passioni dei suoi allievi portandoli così alla comprensione di sapere ciò che essi vogliono, instillare non solo nozioni, ma anche il coraggio e la fiducia in sè stessi, assecondandone le volontà personali. Pazienza, tolleranza, attenzione e comprensione sono le doti che deve sviluppare per far si che tutte le forze in gioco collaborino al meglio delle loro possibilità tanto da aumentare la creatività e l'entusiasmo di ognuno.
Fondamentale è che il maestro lavori in base alla volontà che l'allievo dimostra, al suo voler imparare, valutandone i tempo…..
La Estes nel suo libro "Donne che corrono con i lupi" afferma che "quando l'allievo è pronto il maestro compare" a significare che "il maestro interiore arriva quando l'anima è pronta, quando l'anima chiama".
Il suo è un compito che comporta buon senso e assennatezza, le verità insegnate devono cambiare in base alla capacità di giudizio di ognuno. Il suo compito è trasmettere le basi per poter apprendere le nozioni che permetteranno poi all'allievo di gestirsi da solo. Riconoscendo così chi è in grado di proseguire senza problemi e chi invece ha bisogno di più tempo.
Subentra allora la capacità di discernere e la capacità di giudizio per comprendere quando l'allievo ha raggiunto il livello necessario per proseguire nel Cammino.

Quello che può comprendere dalla sua esperienza interiore e che viene condiviso solo in un piccolo gruppo

"lo scopo della vita è l'evoluzione interiore. Far manifestare pienamente il proprio essere, questa è la nostra determinazione" Oscar Wilde.
E in realtà, quando lavoriamo interiormente non siamo mai soli, perché basta volerlo, e possiamo donare o ricevere aiuto cercando così di avvicinarci al centro di noi stessi, perché tanto più comprensivi saremo con noi, tanto più lo saremo anche con gli altri in una forza di coesione che farà crescere tutti; perché è l'abitudine di mantenere in vita questo gruppo che torna a vantaggio di tutti. L'interiorità è sacra e ne dobbiamo avere molta cura rendendoci conto che attraverso essa possiamo dare il nostro contributo al mondo.
Importante è accettare quello che non possiamo per forza di cose modificare e modificare quello che invece può esserlo, insegnando agli allievi la capacità di vivere giorno dopo giorno, di essere attivi e ricettivi per proseguire nel Cammino insieme, anche se si tratta di un cammino molto personale, che può essere condiviso per aiutare a comprendere ed arricchire l'interiorità di ognuno attraverso le esperienze personali.
E' un processo che accresce non solo chi lo riceve ma anche e soprattutto chi lo compie, si tratta di emozioni che fanno fiorire l'interiorità del maestro e ciò scaturirà in seguito in un rapporto di condivisione che continuerà nel tempo, anche quando il maestro cessa di essere tale, per diventare invece un compagno di vita sul sentiero della Conoscenza.
Seppur si tratta di un'esperienza percettiva e personale che deve essere custodita con cura, quando arriva il momento è giusto condividerla con chi è in grado di comprenderla nel più profondo dell'animo; sia perché si hanno le stesse vedute e opinioni, sia perché questa è una condizione che permette la nascita di una comunicazione intuitiva che non ha bisogno di molte parole per essere espressa. Non sempre in ogni caso tutto è condivisibile con tutti.
Per il maestro è fondamentale comprendere come e con chi condividere il proprio sapere , considerando sempre che poi subentrerà la personalità di ognuno dei suoi singoli allievi, e quindi rimane un punto importante decidere di condividere la propria interiorità con chi ha deciso di intraprendere insieme la via dell'Antica Armonia, in un continuo di sentimenti reciproci, veri e solidi che non hanno bisogno di alcuna definizione. Lavorare insieme alla fine, anche se in un gruppo ristretto rappresenta una possibilità di sviluppare una particolare concentrazione collettiva che porta a una maggiore comprensione reciproca.
Rappresenta una condivisione dei propri pensieri che porterà automaticamente a una crescita proprio perché avverrà anche quel processo di supporto vicendevole che sosterrà maestro e allievi durante quelle fasi di cambiamento (tra l'altro normali) che si manifestano nella fase di crescita e di studio. E' il lavorare insieme che porterà a una canalizzazione sia della saggezza che delle nuove informazioni verso una più ampia apertura mentale con la perdita di vecchi preconcetti Ogni volta che il maestro sceglie di essere al servizio degli allievi mette in moto una sequenza che lo porta a crescere interiormente, provando il desiderio di porsi al servizio degli altri, giungendo al contempo a diventare egli stesso una persona migliore, rendendo così migliore anche l'ambiente che lo circonda.

Conclusioni

Siamo quindi arrivati a comprendere come sia importante prendere coscienza di ciò che ci circonda e riflettere su come tutti noi facciamo parte di un'unità pulsante e viva che ci permette di crescere attraverso tutta una serie di esperienze che sono parte integrante della nostra esistenza.
Dobbiamo avere la capacità intrinseca di metabolizzare questi concetti in modo tale da utilizzarli scientemente nelle relazioni interpersonali, percependoli in ogni singolo istante.
Consci che al nostro interno ci sono innumerevoli forze in gioco che interagiscono tra di loro, e che la loro integrazione è importante proprio perché tanto più le accettiamo, tanto più possiamo andare verso l'altro: unendoci a persone con le quali creiamo una stretta collaborazione.
Collaborazione che ci permetterà di proseguire uniti nel Cammino in una condivisione delle proprie inclinazioni e forze, così da collaborare nel miglior modo possibile ad ogni progetto che decidiamo di intraprendere.

Ogni verità contiene punti focali e particolari lezioni di vita che per forza di cose ci portano a maturare, e non sempre seguendo un processo lineare bensì in un cerchio, tanto che qualsiasi direzione prendiamo il nostro sé è sempre presente per indicarci quello che siamo divenuti durante il nostro processo di apprendimento.
Sono verità che ci portano a crescere insieme al Maestro, facendoci comprendere le nostre potenzialità. Viviamo immersi in un mondo fatto da tante correnti che comprendono pensieri, emozioni, opinioni, giudizi e intenzioni che vengono prima vissute sulla nostra pelle e poi sperimentate in noi stessi tanto da divenire reali.

Note: Analisi a cura del Gruppo di Studio 'Ynis Afallach Thuath'.
In particolare l'articolo è stato redatto grazie al contributo (in ordine alfabetico) di: Abigail, Angelo, Argante, Berkana, Dagmaar, Dierna, Euphorbia, Fairy, Kendra, Marin e Violet.
Riuniti in questo documento da Barbara-Berkana
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