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Ynis Afallach Tuath

SANTE, DEE, EROINE E SAGGE DONNE: il calendario al femminile: Luna di Settembre
Martedì, 07 Settembre 2010 - 09:26 - 1944 Letture
Lunologia LUNA DI SETTEMBRE: MA-DONNA, LA DEA DELLA FEMMINILITA’

Come già precedentemente accennato, nel mese di agosto e settembre le feste dedicate alla Madonna sono più numerose che nel resto dell’anno, segnando la strada che ci porta fino all’Equinozio d’autunno, momento in cui la luce e l’ombra si equivalgono per poi avere il sopravvento del “periodo buio”.

La protezione della Grande Dea si fa quindi ancor più necessaria per propiziare uno dei periodi più critici dell’anno quando il sole appunto inverte il suo percorso e scende agli “inferi”.
Fin dall’antichità questo periodo cade sotto il segno zodiacale della Vergine, sotto la protezione di Iside e Cerere, dee raffigurate con la spiga di grano in mano, portatrici di fertilità e protettrici della femminilità. Di queste dee abbiamo già parlato nei mesi precedenti ricordando soprattutto come esse fossero portatrici di significato liberatorio per le donne.

Con l’avvento del cristianesimo la figura della Madonna sostituì le figure delle dee, ma fu privata dei suoi significati più profondi per dare invece risalto alla figura passiva e dolente della Madre di Gesù. La vita di Maria di Nazareth, cancellata dai Vangeli ufficiali, fu invece ampiamente raccontata dai Vangeli apocrifi per arrivare comunque fino a noi. Proprio l’8 settembre troviamo la festa della sua nascita, festa che viene dall’Oriente, probabilmente da Gerusalemme dove esiste una basilica sorta sul luogo che si dice fosse quello della sua casa natale, poi trasportata per “miracolo” a Loreto, santuario di una potente Madonna Nera.

La nascita della Madonna rispecchia la nascita di tutte le dee ed ha le caratteristiche di un evento soprannaturale. Anna, la madre di Maria, era una profetessa ebrea che secondo una leggenda apocrifa si sposò tre volte e mise al mondo tre figlie tutte con lo stesso nome. Il numero 3 è importantissimo in ogni tradizione perché è il ritmo ternario a governare l’Universo: conciliazione, sintesi, equilibrio fra i poli opposti. Secondo Pitagora “la triade è l’esistenza in cui l’Immutevole e il Mutevole sono congiunti” e secondo i cinesi il tre è il numero perfetto e il triangolo il simbolo dell’armonia. Il triangolo con la punta in basso è anche il simbolo della Terra, del Femminile e del piano materiale, mentre con la punta rivolta in alto rappresenta il Cielo, Il Maschile e il piano spirituale. L’unione di questi due triangoli genera il simbolo chiamato Sigillo di Salomone, portatore di armonia e successo, che veniva utilizzato dalle antiche scuole esoteriche come un potente talismano propiziatorio che possiamo vedere ancor oggi raffigurato nei rosoni delle chiese e nei dipinti sacri.

Il tre riporta anche alle fasi lunari, Luna Crescente/Piena/Calante, e alle fasi della vita femminile che erano venerate come sacre. Dunque la Madonna nasce da una donna sapiente, una sacerdotessa e profetessa che concepisce in età tardiva (quando la sua conoscenza era giunta al massimo…) e che educa Maria a diventare anch’essa donna sapiente. In tutti i dipinti che ci mostrano Anna con la figlia ci sono elementi quali il libro, strumenti di calcolo, penna e calamaio ad indicarci come, in un epoca in cui pochissimi sapevano leggere e scrivere, queste donne coltivavano la loro intelligenza e cultura.

Anche il nome Maria non era semplicemente un nome ma un titolo di distinzione, essendo una variazione di Miriam (il nome della sorella di Mosè e Aronne).
Le Miriam (Marie) erano sacerdotesse e profetesse che partecipavano a un ministero formale all’interno di ordini spirituali guidando le donne nelle cerimonie liturgiche, come nell’episodio di Miriam con il cembalo (tamburello) riportato dal libro dell’Esodo (15:20).

Sappiamo dai Vangeli apocrifi che Maria fu portata al tempio all’età di tre anni e vi rimase fino all’adolescenza per completare la sua educazione. All’epoca infatti solo la casta sacerdotale aveva diritto allo studio e le scuole erano all’interno del tempio. Le donne sapienti come Maria venivano date in matrimonio ad uomini della loro stessa levatura culturale e spirituale poiché il rito dell’unione era considerato sacro e lo scopo era quello di procreare figli di casta pura ed elevata. Non stupisce quindi che Maria venga data in sposa ad un uomo più anziano di lei, Giuseppe, definito un falegname.

Nel significato originale la parola usata dai sacri testi corrisponde alla parola semitica Naggar che, ha osservato lo studioso semitico dr. Geza Vermes, potrebbe riferirsi ad un artigiano, ma potrebbe definire altrettanto bene uno studioso o un insegnante. Certamente non identificava Giuseppe e Gesù come carpentieri. Più esattamente li definiva uomini esperti, eruditi, che erano maestri in quello che facevano.

Si è molto insistito sul fatto che Maria fosse vergine, ma anche la parola semitica Almah tradotta come Vergine, in realtà significa semplicemente “una giovane donna” come in latino la parola Virgo significa solo “nubile” e non ha connotazioni sessuali.
Sia Matteo (1:18) che Luca (2:5) affermano che Maria venne “data in sposa” a Giuseppe e da lì in poi si riferiscono a lei come a “sua moglie”. L’espressione “data in sposa” non significa fidanzata o promessa, ma si riferisce al “vincolo matrimoniale”.
In quale circostanza una donna sposata potrebbe essere anche “vergine”?
Se invece “almah” significa solo giovane donna è perfettamente concepibile che Maria potesse essere al tempo stesso almah e anche moglie di Giuseppe. Un antichissimo testo cristiano, il Protovangelo di Giacomo, racconta che Maria era una delle sette monache consacrate del Tempio di Gerusalemme, un almah consacrata. Alla luce di questo è giusto (sebbene ambiguo nel senso moderno del termine) dire che una vergine concepì e dette alla luce un figlio.
D’altra parte tutte le dee antiche avevano questo potere di procreare e di conservare intatta la loro verginità, grazie all’eterno ciclo di morte e rinascita che esse incarnavano.

Le donne sapienti come Maria di Nazareth e Maria Maddalena vennero umiliate e allontanate dai loro stessi contemporanei in quel processo di privazione del potere a favore della figura maschile che già si ritrova nel Nuovo Testamento con le parole di Paolo “La donna impari con silenzio, in ogni soggezione. Ma io non permetto alla donna d’insegnare, né d’usare autorità sopra il marito, ma ordino che stia in silenzio” (1 Timoteo 2:11-12). E Quinto Tertulliano, uno dei primi Padri della Chiesa, sosteneva la regola per cui “non è permesso a una donna parlare in chiesa, né le è permesso di battezzare, né di offrire l’Eucarestia, né di rivendicare per sé una parte in qualsiasi funzione maschile, meno che mai nell’ufficio sacerdotale”.

Così Maria, sebbene madre di Gesù, fu esclusa dalla divina Trinità che rimase definita in termini interamente maschili e le donne ancor oggi si vedono negato un ruolo paritario all’interno della Chiesa Cattolica Romana.
Ma nel calendario l’importanza del Principio Femminile, evocato dal nome di Maria, continua ad esistere nel tempo: la Ma- donna, la Donna Sacra viene festeggiata in innumerevoli celebrazioni nel mese di settembre e durante tutto l’anno insieme ad altre sante che rappresentano la forza del femminile.

Troviamo infatti santa Ida di Herzfeld (4 settembre) pronipote di Carlo Martello, allevata alla corte di Carlo Magno che pur vivendo da donna sposata si dedicò ad aiutare le donne più povere e per questo viene invocata per la protezione del parto; Santa Onenne (9 settembre) legata al culto delle acque e alla famosa foresta di Broceliande e invocata per la guarigione dell’idropisia( vedi ricerca nel nostro sito per approfondimenti); la grande badessa Ildegarda von Bingen (17 settembre) che già a tre anni faceva esperienza di visioni e rivelazioni divine e che fondò uno dei più grandi monasteri dell’epoca lasciandoci un importante testo di studio chiamato Scivias.


Note: a cura di Elys
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