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Ynis Afallach Tuath

BRAN E L'ONTANO
Martedì, 21 Dicembre 2010 - 16:08 - 3087 Letture
I Mabinogion e altri testi gallesi Bendigeidfrân, letteralmente "Corvo Benedetto", anche Brân Fendigaidd, figlio di Llyr e Penarddun. Incontriamo Bran nel secondo Ramo dei Mabinogion (Brânwen, figlia di Llyr). Egli è il Corvo, il fratello di Branwen (la bianca cornacchia), il Signore dell’Isola dei Potenti, il Guardiano di Sovranità.

Non è però l’intento di questo scritto raccontare la sua intera storia, si veda a tal proposito l’articolo relativo in questa medesima sezione, quanto piuttosto analizzare alcuni suoi aspetti, ad esempio, il suo fortissimo legame con l’ontano. Questo interessante risvolto è splendidamente argomentato da Robert Graves, nel suo famoso saggio ‘La Dea Bianca’.



Sintetizzare il pensiero di Graves non è affatto semplice...
Per quanto concerne l'ontano, egli ci fa notare come questi venga sempre a rappresentare il combattente valoroso, tanto che nella Cad Goddeu (La Battaglia degli alberi) si dice che "gli ontani in prima linea principiarono lo scontro" ed è definito poi "l'albero più ardente nella lotta", così anche di Bran possiamo in effetti notare lo stesso principio: Egli è il Sovrano che guida i propri eserciti verso l’Irlanda oltraggiosa, ed è Colui che apre la strada agli altri. L'ontano viene considerato un albero profondamente sacro e viene associato a Bran poiché Bran, significa si corvo-cornacchia, ma anche ontano: in irlandese FEARN - albero sacro. Così come FEARN è anche il nome del terzo figlio di un leggendario sovrano d'Irlanda dell'età del bronzo e del giovane Gwern (nuovamente ontano, il figlio di Branwen). Questa affascinante pianta è fondamentalmente legata al fuoco: nonostante sia un pessimo combustibile esso era però apprezzato per il suo carbone (come vedremo in seguito lo stesso Gwern verrà arso vivo). Anche sotto questa prospettiva l’ontano nero si ricollega a Bran, infatti, questo legno è inattaccabile dall'acqua. Questo particolare emerge nel racconto quando si dice di Bran che fece da ponte tra le due isole (Britannia e Irlanda).

Ritornando alla storia... nel momento in cui i porcari di Matholwch (sovrano di Irlanda e marito di Branwen) vedono ‘una foresta in mezzo al mare’, non capiscono di cosa si tratti... E’ Branwen a svelar loro loro l'arcano, riconoscendo in essa la flotta del fratello accorso in suo aiuto per vendicarla. Non dimentichiamo che Bran attraversa le acque basse trasportando uomini e cose, e per far attraversare il fiume Shannon ai suoi uomini si stende facendosi posare addosso un graticcio di rami (ponte sia fisico che spirituale, egli afferma: "Colui che è capo sia ponte". Sarò io il ponte.). Ricordiamo anche come di Bran si narri che nessuna casa e nave possa contenerlo, e che "cosa non può essere contenuto da nessuna casa?" I pilastri sui quali essa stessa si regge (pensiamo alla palafitte). Seguendo questa logica Graves ci fa notare come in effetti le palafitte antiche si posassero spesso proprio su piloni di legno d’ontano.

Con esso si fabbricavano anche i secchi del latte (comet lachta - custode del latte): potremmo quindi qui scorgere il legame tra Bran - Crono (ontano) con Rea-Io, la candida vacca lunare.
Inoltre l'ontano era detto anche RO-EIM (ciò che arrossa il viso) e questo ci può far dedurre che "gli eroi di cremisi" delle Triadi Gallesi, re sacri a loro volta, fossero legati al culto dell'ontano di Bran.

In ogni caso fondamentalmente l'ontano è l'albero del fuoco.

Oltre a possedere il potere di liberare la terra dall'acqua, esso era pegno di resurrezione: le sue gemme disposte a spirale richiamavano infatti gli eterni cicli di morte e rinascita, di trasformazione.
Vediamo poi che l'ontano fiorisce segnando il periodo nel quale le piene invernali sono asciugate dal sole primaverile (equinozio di primavera) e Graves afferma che ‘mentre i frassini sono i remi e le stecche delle CORACLES che portano lo Spirito dell'Anno sulle acque in piena fino alla terraferma, si può dire che gli ontani siano i pilastri che tengono alta la sua casa sopra le acque invernali".



Analizzando invece il legame acqua - ontano, possiamo dire che esso sia un naturale collegamento tra la dimensione della materia e quella dello spirito.
Crescendo lungo le rive di corsi d’acqua, vicino a paludi o in luoghi molto umidi e nebbiosi, esso sembra essere intriso dell’ambiguo spirito dei Guardiani dell’Altromondo, esseri dalle forme inquietanti che si pongono come difensori dei luoghi sacri e che, segnandone i confini, li proteggono da coloro che non sono adatti ad oltrepassarli.”

Nel mondo celtico il suo legno è uno dei nove usati per accendere il grande falò di Beltane, e nonostante sia un cattivo combustibile, il carbone che produce è dei migliori ed era largamente preferito dai fabbri perché sprigiona molto più calore rispetto a quello prodotto da altri alberi.
Nell'Irlanda rurale abbattere un ontano era considerato un delitto punibile con l'incendio della casa (di nuovo il fuoco).
La sua resistenza al fuoco, oltre che all’acqua, fa dell’ontano un simbolo della forza interiore e della volontà che, sottoposte a prove difficili, non solo vi resistono, ma ne escono potenziate e rinvigorite, intrise di nuova forza e ardimento.

L’utilizzo più pratico che si faceva dell’ontano appare per nulla svincolato da ciò che esso rappresenta a livello sottile. Per la sua resistenza all’acqua, infatti, il suo legno veniva spesso usato per la costruzione di ponti, poiché a contatto con l’umido, non solo non marcisce, ma diventa ancora più resistente ed impermeabile.

L’Ontano e Bran sembrano fatti della stessa essenza. L’uno è Ponte e l’altro è Ponte, L’uno guida alla Battaglia e l’altro, nella Cad Goddeu, è il capo che guida alla battaglia.
L’uno collega i due mondi e permette di attraversare le acque che li separano, facendo da Mediatore, e l’altro fa la stessa cosa in modo più fisico.
Infine, l’uno è Guardiano dell’Altromondo, che si pone a Guardia dei suoi Confini e Bran è il Guardiano della Britannia, posto anche lui a guardia dei Confini sia della terra visibile che di quella ultramondana. Egli unisce e supera la difficoltà del viaggio, come se fosse un custode e un guardiano che accompagna l'anima umana nel viaggio oltre il mondo quotidiano. Guardiano di Branwen, il Sovrano la cui Testa era ciò che garantiva la pace e l’armonia della Terra di Britannia.
Sono la stessa cosa, sono preposti alle stesse cose… Custodiscono e Difendono le stesse cose. E non solo: essi migliorano la terra. Nella realtà arborea l’ontano migliora i terreni sui quali cresce, in quella spirituale Bran, preposto com’è a difendere la Sovranità e ad essere un Re Sacro, è Colui che arricchisce la terra e il popolo, Colui che fa crescere il benessere della Terra con il suo essere Re Integerrimo.
 
L'ontano, specie presso gli antichi, era considerato un albero di indubbio fascino ma certo non mancava di incutere un reverenziale timore: esso infatti ha una particolare caratteristica: quando viene tagliato, il suo colore tende a divenire arancione-rossiccio, rievocando l'idea di qualcosa che zampilla sangue. Probabilmente questo suo aspetto faceva pensare che il tronco potesse racchiudere materia vivente.

Si racconta poi che il piccolo popolo usasse rami di ontani stregati per sostituire i capi di bestiame che rubavano agli abitanti delle campagne.

E’ infine interessante ricordare come questa pianta venga citata anche nell'Odissea, dove viene definita uno degli alberi della resurrezione: si racconta che circondasse la grotta di Calipso. In greco antico ontano si dice clethra, che deriva dal verbo κλῇϑρον che significa... unire, legare. E Bran unisce e lega...



Note:


La Dea Bianca, Robert Graves, Gli Adelphi
Lo spirito degli alberi, Fred Hageneder, Ed. Crisalide
Il Vischio e la Quercia, Riccardo Taraglio, Ed. L’Età dell’Acquario
Le erbe officinali, antica medicina dei celti, Plinio il Vecchio, Diancecht, Ed. Keltia
Florario, Alfredo Cattabiani, Ed. Oscar Saggi Mondadori

Per ulteriori informazioni sull’Ontano Nero leggi il nostro articolo:
http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=46&mode=thread&order=0&thold=0

Per la sinopsi al secondo ramo dei Mabinogion:
http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=38&mode=thread&order=0&thold=0

Articolo redatto da Argante in base alle ricerche di: Argante, Berkana, Violet, Eriu, Fairy
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