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Ynis Afallach Tuath

Leprechaun
Mercoledì, 25 Giugno 2008 - 07:32 - 3435 Letture
Sidhe Di origine irlandese.

In italiano viene tradotto come Lepricauno o Leprecano; in irlandese Leipreachán.


Viene descritto come elfo, folletto e gnomo, si sa che il suo nome deriva dal gaelico e che significa “piccolo spirito” e che a sua volta proviene da luchorpán, cioè “spiritello acquatico”. Si presuppone che quest’ultima significa "mezzo corpo" o "piccolo corpo" difatti lo si ritiene un essere sia parzialmente fisico che spirituale; è noto anche come Leith Bhrogan, che vuol dire ciabattino di una sola scarpa, poiché la sua mansione era quella di riparare le scarpe, infatti in Irlanda sono considerati dei “calzolai fatati”, e per questo vengono associati spesso a luoghi dove sono presenti strutture megalitiche dell’epoca pre-celtica.
Un’altra provenienza di questo nome potrebbe essere luch-chromain che indica "piccolo storpio Lugh", che fa venir subito in mente Lugh, il famoso capo dei Thuata Dé Danann, popolo gaelico. Si può dedurre che i Leprechaun, quindi, fanno comunque parte del popolo delle fate.
Quel che vuole la tradizione da questo folletto è che abitassero in Irlanda prima che arrivassero i Celti.

A noi appare sotto forma di un ometto anziano rugoso, piccolo e dispettoso, soprattutto con gli avari e i ladri e che escogitano per questi ultimi dei trabocchetti di raro ingegno. Tra le sue strategie preferite è quella di tagliare i capelli alle donne mentre dormono, di trasformare l’oro in carbone e far scomparire alcune parti del raccolto o dei sacchi di grano. Durante la giornata lo possiamo incontrare appena prima dell’alba o poco dopo il crepuscolo.
In lui ci sono tutti i vizi irlandesi: come il tabacco e adora riempirsi la pancia di whisky e di birra ogni volta che ci riesce. Come ogni abitante del piccolo popolo anche lui fa le magie: è capace di trasformarsi in animali e cose, è abile nel rendersi invisibile quando vuole, sa esaudire i desideri ed è altresì bravo a fare grandi balzi e in alcuni casi anche a volare. La sua abilità che viene descritta in molti racconti è quella di imitare le voci, è molto bravo a ingannare le persone per poter scappare dal loro sguardo.
Una storia irlandese simile racconta che:

Di un uomo è la storia,
che udì parlar fra le rocce
di una caverna,
in cui un Leprechaun dimora.
Difficile veder lo è
più difficile ancor catturar lo è.
L’uomo con tanta forza lo agguantò
“Voglio la tua borsa, dammela!” ringhiò,
ma il folletto rispose “Tu lasciami
e io te la darò”.
Bastò la distrazione e il Leprechaun fuggì,
“Prendi quello spiedo incandescente e
ficcaglielo nella schiena!” disse il folletto.
Attorno l’uomo si guardò
ma il Leprechaun non ci fu più
e con sé la sua borsa portò.

Pur essendo un folletto solitario è dotato di abile parlantina e non danneggia l’essere umano, a meno che non venga provocato. I Leprechaun vengono temuti, odiati ed evitati dagli umani, infatti si vendicano bruciando le loro case o facendo avvizzire i raccolti. Col passar dei secoli la tradizione irlandese ha addolcito questo loro carattere molto vendicativo, alterandolo con uno spirito più dispettoso. Molti di loro gli lasciano un bicchiere di latte sul davanzale di una finestra. Nella tradizione irlandese vede il Leprechaun capace di essere uno gnomo disponibile e grato con chi li ripaga per il lavoro magico svolto.

La loro altezza è al di sotto di un metro, i capelli lunghi e la barba a punta sono rossi e fumano la pipa; hanno un naso lungo a patata con la punta rossa, la faccia è dello stesso colore della terra bruciata e l’occhio è malizioso. Sono vestiti sempre allo stesso modo, in modo stravagante, indossa una giacca verde smeraldo, un cappello conico (detto tan o’ shanter), un grembiule da lavoro in pelle, un panciotto di lana color rosso, delle calze al ginocchio, pantaloni alla zuava verdi, un paio di scarpe in pelle con fibbia in argento e redingote. Prima del XX secolo l’abito di questo gnomo era solito ad esser rosso, non verde. In alcuni testi dell’800 è descritto con una giacca rossa con sette file di bottoni e un cappello a tricorno; nonostante tutto è un elegantone.
Nella sua borsa che ha sempre con sé vi è uno scellino che se viene speso gli ritorna, altre fonti citano che nella borsa abbia monete d’oro o addirittura un tesoro nascosto, quindi è molto ricco.
Una caratteristica di questo elfo è la prestanza fisica; non gli fanno difetto velocità e forza, con uno schiaffo riesce a stendere un bue.
La sua attività è quella del calzolaio, costruisce le scarpe per sé e anche per il caro popolo
fatato in una piccola caverna rocciosa, e in alcuni casi fa anche il mugnaio; tanti racconti lo esaltano per la sua abilità in molti mestieri e altresì lo narrano di donare scarpe agli elfi in cambio di piccoli abiti o birra per loro. Un racconto che li riguarda è nella contea di Mayo, ogni sera c’erano i contadini che portavano in una caverna vicino a Cong dei sacchi pieni di grano, e nelle prime ore del giorno trovavano i sacchi di farina già macinata e pronta, questo in cambio di una piccola dose del prodotto. La caverna da quel momento è stata ribattezzata come “Mullenlupraghan”( il mulino dei Leprechaun).

Si narra che questi folletti non possono scappare se un uomo si mette a fissarli, basta una semplice distrazione e loro svaniscono nel nulla. Lo si vuole ricordare anche in altre storie quando un uomo cattura il folletto in cambio della liberazione, può usufruirlo chiedendogli tre desideri, e che il caro elfo dovrà esaudirglieli subito senza troppe storie. Si ritrae inoltre nelle vicende in cui rivela i tesori in località nascoste, sotto desiderio di un essere umano, bisogna fare la domanda giusta o lui vi ingannerà, gioca d’astuzia, così avrà il tempo per salvare il proprio oro in extremis. In questo caso possono diventare scaltri e subdoli con una mente acuta.

Bisogna ricordare che loro sono i custodi della pentola d’oro che si trova alla fine dell’arcobaleno, di cui è estremamente geloso; quindi attenzione se ve lo ritroverete davanti ai propri occhi…

Il suo ritratto lo si trova in tutte le botteghe e nei negozi. Un’ ultima cosa interessante da dire è la sua maschera, che apre le sfilate per i festeggiamenti del 17 Marzo giorno di San Patrizio, patrono d’ Irlanda; e insieme a lui c’è anche il simbolo del trifoglio.

Note: Fonti:

www.irlandando.it/speciali/st.patrick/simboli-san-patrizio.asp
www.irlandando.it/contents/multiarticolo.asp?articolo=406
www.irlandanelcuore.com/index.php?option=com_content&task=view&id=295&Itemid=34
http://www.elfland.it/gli_abitanti_della_terra_di_luce.htm http://www.chupacabramania.com/articoli/curiosita_stranezze/...
it.wikipedia.org/wiki/Leprechaun
Leprechaun | Login/crea un profilo | 2 Commenti
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Re: Leprechaun (Punti: 1)
da Argante (isiabbi@hotmail.com) 25 Giu 2008 - 07:34
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Ecco fatto Phoenix! E grazie cara! UN bacino mattutino!!!!
(Che voglia di Irlanda adesso....)

Arghi

Re: Leprechaun (Punti: 1)
da Euphorbia (euphorbia@semo.it) 05 Lug 2008 - 15:13
(Info utente | Invia il messaggio) http://)
Grazie Phoenix! E' sempre un piacere leggere i tuoi articoli!!! :-)
Euphorbia






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